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Toscana, piano sicurezza sul lavoro: controlli fino al 2030

24/07/2026

Toscana, piano sicurezza sul lavoro: controlli fino al 2030

La Toscana manterrà fino al 2030 un livello di vigilanza nei luoghi di lavoro superiore agli obiettivi nazionali, affiancando alle ispezioni programmi di formazione, assistenza alle imprese e prevenzione degli infortuni. La Giunta regionale ha approvato il nuovo piano per la salute e la sicurezza sul lavoro valido per il quinquennio 2026-2030, con interventi mirati nei settori considerati maggiormente esposti: edilizia, agricoltura, logistica, trasporti, porti, tessile, marmo e cantieristica navale.

Nel 2025 controllate 16.403 aziende toscane

Il documento ricostruisce anche l’attività svolta dai servizi di prevenzione delle Aziende sanitarie tra il 2021 e il 2025. In media, ogni anno è stato sottoposto a controllo o ispezione oltre l’8% delle unità locali attive in Toscana, a fronte di un’indicazione nazionale fissata al 5%.

Nel solo 2025 gli ispettori hanno verificato 16.403 aziende, superando l’obiettivo regionale di 14.782 controlli. Nel comparto agricolo le imprese ispezionate sono state 1.163, contro un traguardo programmato di 910.

Particolare attenzione è stata riservata ai cantieri edili. Su 35.444 cantieri aperti nel corso dell’anno, ne sono stati controllati 5.423, pari al 15,3% del totale. Il dato si colloca sostanzialmente in linea con la soglia stabilita dagli uffici regionali.

Il presidente Eugenio Giani ha indicato la sicurezza sul lavoro tra le priorità dell’azione regionale, richiamando la necessità di rafforzare gli interventi contro incidenti gravi e decessi. L’assessora al Diritto alla salute, Monia Monni, ha sottolineato il ruolo congiunto di istituzioni, imprese e lavoratori nella diffusione di comportamenti corretti e nel rispetto delle norme.

Macchinari, cadute e cantieri tra i principali rischi

Il piano assegna ai servizi delle Asl una serie di indirizzi operativi. Tra questi figurano la verifica dell’utilizzo sicuro di macchine e attrezzature, il potenziamento della vigilanza nell’edilizia e la prevenzione delle cadute dall’alto, una delle cause ricorrenti degli infortuni più gravi nei cantieri.

Ulteriori programmi riguarderanno il settore agricolo, nel quale l’impiego di trattori, mezzi meccanici e attrezzature richiede controlli specifici. Sono previsti inoltre piani mirati per logistica e trasporti, attività portuali e distretti produttivi con caratteristiche particolari, come quelli del tessile e della lavorazione del marmo.

Nel 2025 i servizi regionali hanno effettuato 120 accessi nelle aree portuali per verificare le condizioni di lavoro dei marittimi. Nello stesso periodo sono stati realizzati 22 controlli negli stabilimenti industriali collegati al comparto e 57 interventi nella cantieristica navale.

Accanto alle ispezioni, la Regione intende sviluppare iniziative di informazione e formazione, oltre a percorsi di assistenza destinati alle aziende. L’obiettivo è favorire l’adozione di procedure efficaci prima che si verifichino incidenti o emergano patologie professionali, valorizzando le soluzioni già sperimentate con risultati positivi.

Oltre 20mila verifiche nel tessile tra Prato, Firenze e Pistoia

Il piano richiama anche i risultati del progetto straordinario “Lavoro sicuro”, avviato nel settembre 2014 nelle imprese tessili a conduzione cinese delle province di Prato, Firenze e Pistoia. L’iniziativa era stata accompagnata dall’assunzione di 74 ispettori aggiuntivi.

Da settembre 2014 a dicembre 2025 sono stati effettuati 20.597 controlli, articolati in cinque fasi operative. Di questi, 12.728 hanno riguardato il territorio pratese. Nel biennio più recente le verifiche sono state 1.959.

I dati mostrano un miglioramento nel rispetto delle disposizioni. All’avvio del progetto, il tasso di regolarità delle aziende controllate era pari al 32,5% e scendeva al 20,2% tra quelle esaminate a Prato. Nell’ultimo biennio la quota è salita al 66,1% su scala complessiva e al 68,4% nel distretto pratese.

L’esperienza sarà utilizzata come riferimento per impostare programmi concentrati su comparti o territori caratterizzati da rischi specifici. Il modello prevede verifiche continuative, personale dedicato e accompagnamento delle imprese verso l’adeguamento delle condizioni di lavoro.

Le sanzioni finanzieranno prevenzione e vigilanza

Le attività previste dal piano 2026-2030 saranno finanziate attraverso i proventi delle sanzioni riscosse in materia di salute e sicurezza. Le risorse verranno ripartite annualmente dalla Regione tra le Aziende sanitarie, che le utilizzeranno per sostenere controlli, progetti di prevenzione, formazione e assistenza.

La programmazione quinquennale punta quindi a mantenere un presidio ispettivo esteso, rafforzando nello stesso tempo la capacità di intervenire sui fattori che precedono gli incidenti. L’attenzione sarà rivolta alle attrezzature, all’organizzazione delle lavorazioni, alla formazione degli addetti e alle caratteristiche dei diversi comparti produttivi toscani.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to