Credito alle Pmi, prestiti giù del 25,9% dal 2019 in Italia
11/08/2026
Le piccole imprese italiane hanno perso 34 miliardi di euro di finanziamenti bancari tra il 2019 e marzo 2026, con una riduzione complessiva del 25,9%. Per le imprese artigiane la contrazione è ancora più marcata e raggiunge il 39,3%. È il quadro tracciato da Confartigianato, che segnala anche un costo del credito sensibilmente superiore per le realtà di minori dimensioni rispetto alle aziende medio-grandi.
Prestiti alle piccole imprese ancora in diminuzione nel 2026
La distanza rispetto all’andamento generale del sistema produttivo è significativa. Nello stesso periodo, infatti, i prestiti concessi al complesso delle imprese italiane sono diminuiti del 7,3%, una flessione molto più contenuta rispetto a quella registrata dalle aziende più piccole.
La riduzione del credito è proseguita anche nel 2026. Secondo l’ultimo dato disponibile, riferito a marzo, i finanziamenti alle piccole imprese hanno segnato una variazione del -4,3%, peggiorando rispetto al -4% rilevato alla fine del 2025. Per gli artigiani la diminuzione ha raggiunto l’8,8%.
Le differenze territoriali risultano ampie. La contrazione più consistente dei prestiti alle piccole imprese è stata registrata in Valle d’Aosta, con -9,9%. Seguono Marche con -7,1%, Liguria con -6,6% e Toscana con -6,4%. Veneto e Umbria si attestano entrambe a -5,5%, mentre in Friuli Venezia Giulia la riduzione è pari al 5,2%.
Le flessioni risultano invece più contenute nel Lazio, dove il credito alle piccole aziende è diminuito del 2,3%, in Sicilia con -2,4% e in Puglia con -3,2%.
Tassi fino al 10,6% per le Pmi in Sardegna
Oltre alla disponibilità dei finanziamenti, pesa il prezzo applicato dalle banche. A marzo 2026 il tasso medio annuo riferito al complesso delle imprese italiane era pari al 4,97%, mentre per le realtà di piccole dimensioni le percentuali risultavano nettamente più elevate.
Le condizioni più onerose si concentrano nel Mezzogiorno. In Sardegna il tasso raggiunge il 10,6%, mentre in Calabria arriva al 10,5%. Basilicata, Sicilia e Molise registrano il 9,8%, seguite dalla Puglia con il 9,6%.
Il costo del credito resta superiore alla media nazionale anche nelle aree con le condizioni relativamente più favorevoli. La Provincia autonoma di Bolzano registra il livello più basso, pari al 6,5%, mentre Trento si attesta al 7,3%. In Emilia-Romagna il tasso indicato da Confartigianato è del 7,2%, nel Lazio del 7,4%.
Confartigianato chiede più garanzie per sostenere gli investimenti
Secondo il presidente di Confartigianato, Marco Granelli, la stretta sul credito continua a pesare soprattutto sulle micro e piccole imprese, limitando la capacità di finanziare nuovi investimenti, innovazione e occupazione.
L’associazione richiama quindi il ruolo della nuova Artigiancassa e chiede un rafforzamento degli strumenti di garanzia e dei Confidi, considerati essenziali per facilitare l’accesso ai finanziamenti delle imprese di minori dimensioni.
I dati mostrano così un divario che riguarda sia la quantità di credito disponibile sia il prezzo pagato dagli imprenditori. Per molte Pmi, soprattutto nei territori dove i tassi superano il 9%, finanziare macchinari, ampliamenti o nuovi progetti comporta costi sensibilmente maggiori rispetto alla media del sistema produttivo nazionale.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to