Toscana, diritto alla connettività entra nello Statuto regionale
21/07/2026
Il diritto alla connettività è entrato ufficialmente nello Statuto della Regione Toscana. La modifica statutaria, approvata in via definitiva dal Consiglio regionale l’8 luglio 2026, riconosce l’accesso alle reti digitali come una condizione necessaria per esercitare diritti legati allo studio, al lavoro, ai servizi pubblici e alla partecipazione democratica. L’iniziativa nasce da una proposta elaborata sei anni fa dal Parlamento regionale degli studenti della Toscana, che celebra così il venticinquesimo anniversario con un risultato destinato a incidere sull’ordinamento regionale.
La proposta nata durante l’emergenza sanitaria
Il percorso è iniziato nel 2020, quando la pandemia e il ricorso alla didattica a distanza mostrarono con particolare chiarezza le conseguenze del divario digitale. Molti studenti incontrarono difficoltà nel seguire le lezioni, comunicare con gli insegnanti o accedere ai materiali scolastici, a causa di problemi economici oppure dell’assenza di infrastrutture adeguate in alcune zone della Toscana.
Da quella esperienza il Parlamento regionale degli studenti, insieme all’associazione GEN Prs, avviò il lavoro per chiedere il riconoscimento dell’accesso a Internet come diritto da tutelare nello Statuto. La proposta fu affidata alla seconda Commissione dell’organismo studentesco e approvata all’unanimità il 4 giugno 2020.
Il testo collegava la connettività ai principi costituzionali della libertà di espressione, del diritto all’informazione, dell’accesso allo studio e della partecipazione alla vita politica, economica e sociale. La Rete veniva descritta come uno spazio pubblico che richiede regole e interventi istituzionali capaci di garantirne l’accessibilità a tutti i cittadini.
Il percorso dal Parlamento degli studenti al Consiglio regionale
La prima fase del progetto fu guidata da Francesco Galanti, allora presidente del Parlamento regionale degli studenti, che affidò alla Commissione competente la redazione di una proposta per modificare l’articolo 4 dello Statuto toscano. Il lavoro proseguì durante la presidenza di Eduardo Romagnoli, incaricato di avviare le interlocuzioni con il Consiglio regionale e accompagnare il testo verso l’esame istituzionale.
L’attuale presidente del Parlamento degli studenti, Sergio Angarano, ha definito l’approvazione un esempio concreto della collaborazione tra l’organismo giovanile e le istituzioni regionali. Galanti ha ricordato che la proposta ricevette fin dall’inizio attenzione da parte del Consiglio, allora presieduto da Eugenio Giani, mentre Romagnoli ha indicato nell’intergenerazionalità uno degli elementi determinanti del percorso.
La modifica statutaria rappresenta un caso particolare nel panorama italiano, poiché una proposta nata all’interno di un’assemblea studentesca è stata progressivamente trasformata in una norma fondamentale dell’ordinamento regionale.
Saccardi: la partecipazione diventa metodo di governo
La presidente del Consiglio regionale, Stefania Saccardi, ha evidenziato il valore istituzionale del processo che ha portato all’approvazione. Secondo Saccardi, il risultato dimostra che il Parlamento regionale degli studenti non svolge una funzione puramente rappresentativa, ma può elaborare proposte capaci di contribuire concretamente alla vita democratica della Toscana.
La presidente ha inoltre ringraziato i giovani coinvolti nel progetto, sottolineando che il Consiglio regionale ha raccolto un’intuizione nata dagli studenti e l’ha trasformata in una disposizione destinata a rafforzare i diritti dell’intera comunità regionale.
Un riconoscimento al lavoro del Parlamento è arrivato anche da Bernard Dika, sottosegretario alla Presidenza della Giunta ed ex presidente dell’organismo studentesco. Dika ha descritto il Prst come una palestra di democrazia e ha ricordato come diversi suoi ex componenti abbiano successivamente ricoperto incarichi nelle istituzioni toscane, tra cui Diego Ciulli, Matteo Zoppini, Diletta Fallani e Mia Diop.
Connettività per ridurre i divari territoriali e digitali
Il presidente della Commissione Affari istituzionali, Vittorio Salotti, ha collegato la modifica statutaria alla necessità di garantire pari opportunità alle persone che vivono nelle aree interne, montane e periferiche. L’accesso alle reti digitali incide infatti sulla possibilità di studiare, lavorare, utilizzare i servizi pubblici e partecipare alle attività democratiche, rendendo la qualità delle infrastrutture un elemento centrale delle politiche territoriali.
Il riconoscimento inserito nello Statuto impegna la Regione a contrastare le disuguaglianze prodotte dalla mancanza di connessioni adeguate. Il principio dovrà essere tradotto in politiche, investimenti e interventi capaci di migliorare la copertura delle reti e l’accessibilità dei servizi digitali nei territori ancora penalizzati.
La riforma rafforza inoltre il ruolo del Parlamento regionale degli studenti, nato venticinque anni fa per avvicinare i giovani alle istituzioni e consentire loro di partecipare alla costruzione delle politiche pubbliche. L’approvazione del diritto alla connettività mostra come le proposte elaborate dagli studenti possano attraversare tutte le fasi del confronto politico e arrivare a modificare concretamente le regole della Regione.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to