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Alberi e clima, a Firenze la sfida delle città resilienti

04/09/2026

Alberi e clima, a Firenze la sfida delle città resilienti

Gli alberi urbani possono ridurre le temperature, trattenere parte delle precipitazioni, intercettare alcuni inquinanti atmosferici e offrire benefici alla biodiversità e alla salute delle persone, ma perché questi effetti siano duraturi servono una progettazione corretta e cure adeguate. È il quadro tracciato da Francesco Ferrini, professore di Arboricoltura all’Università di Firenze, in un approfondimento pubblicato da Arpat Toscana sul ruolo del verde nelle città alle prese con il cambiamento climatico.

Ombra e traspirazione contro il caldo urbano

Secondo Ferrini, gli alberi non possono risolvere da soli il cambiamento climatico, ma rappresentano strumenti efficaci per ridurne alcuni effetti nelle aree urbane. Nelle città mediterranee il beneficio più immediato riguarda il contrasto alle alte temperature attraverso ombreggiamento e traspirazione.

Le chiome intercettano infatti una parte della radiazione solare prima che raggiunga asfalto, edifici e pavimentazioni, mentre la traspirazione contribuisce a disperdere energia e a modificare il microclima circostante. Gli alberi svolgono inoltre altre funzioni: trattengono acqua piovana, accumulano carbonio, offrono habitat per diverse specie e contribuiscono al benessere psicologico e sociale.

Il risultato, però, dipende dalla capacità delle piante di crescere e mantenersi in buona salute per decenni. Per questo, sottolinea l’esperto, il numero di alberi messi a dimora non è sufficiente per misurare la qualità di un progetto. Conta soprattutto quanti esemplari riusciranno a sviluppare chiome mature e funzionali nel corso del tempo.

La scelta delle specie deve partire dalle condizioni del luogo

Non esiste una specie arborea adatta a ogni contesto. Dimensioni della chioma, caratteristiche delle foglie, velocità di crescita, longevità, apparato radicale e capacità di utilizzare l’acqua sono tra gli elementi da valutare quando si progetta il verde urbano.

Un albero di grandi dimensioni, se dispone dello spazio necessario e viene mantenuto in salute, può garantire benefici superiori rispetto a numerosi esemplari di piccola taglia. La scelta deve quindi considerare esposizione, disponibilità idrica, caratteristiche del terreno, temperature, vento, presenza di sottoservizi e spazio disponibile per radici e chioma.

Tra le specie che possono essere valutate nel clima mediterraneo Ferrini cita, a seconda delle condizioni, bagolaro, leccio, roverella, acero campestre, albero di Giuda, frassino ossifillo, orniello, carpino nero, ginkgo, gelso, corbezzolo e terebinto. La selezione richiede comunque un’analisi specifica, perché anche specie considerate resistenti possono incontrare difficoltà in determinati terreni o durante il trapianto.

Suolo, siccità e cantieri mettono sotto pressione gli alberi

Uno dei principali problemi delle alberature cittadine riguarda le condizioni in cui vengono collocate. Volumi di terreno troppo ridotti, suoli compattati e poveri di sostanza organica, superfici impermeabili e presenza di sottoservizi possono limitare fortemente lo sviluppo delle radici.

A queste difficoltà si aggiungono siccità, temperature elevate, inquinamento, salinità, danni provocati dai cantieri, potature scorrette, parassiti ed eventi meteorologici estremi. Una pressione prolungata può ridurre fotosintesi e crescita, anticipare l’invecchiamento della pianta e aumentarne la vulnerabilità.

Per diminuire la mortalità degli alberi, secondo Ferrini, occorre progettare meglio lo spazio disponibile alle radici, aumentare la permeabilità del suolo, proteggere gli apparati radicali e predisporre una gestione dell’acqua coerente con le condizioni climatiche.

Acqua piovana e superfici permeabili per il verde urbano

Particolare attenzione deve essere riservata ai primi anni successivi alla messa a dimora. Anche una specie resistente alla siccità può morire se non dispone dell’acqua necessaria nella fase iniziale. Ogni progetto dovrebbe quindi includere fin dall’avvio un piano pluriennale di manutenzione e irrigazione.

Tra le soluzioni indicate figurano la pacciamatura organica, l’ampliamento delle superfici permeabili, la realizzazione di aiuole continue, sistemi di drenaggio urbano sostenibile e rain gardens. L’obiettivo è trattenere una quota maggiore dell’acqua meteorica invece di convogliarla rapidamente nella rete fognaria.

In prospettiva può essere valutato anche il riutilizzo delle acque reflue depurate, quando tecnicamente possibile e nel rispetto dei controlli previsti, per ridurre il consumo di risorse idriche destinate alla manutenzione del verde.

Foreste urbane diversificate contro parassiti e ondate di calore

Ferrini invita inoltre a superare una contrapposizione rigida tra specie autoctone e non autoctone. Le piante locali restano preziose quando compatibili con il sito, ma il clima futuro potrebbe rendere utili anche specie provenienti da aree con condizioni più calde e aride.

La priorità è la diversificazione delle foreste urbane: un patrimonio composto da poche specie può infatti risultare particolarmente vulnerabile alla comparsa di nuovi parassiti, patogeni o eventi climatici estremi.

Anche la localizzazione degli alberi deve seguire criteri strategici. Ombreggiare scuole, fermate del trasporto pubblico, percorsi pedonali molto frequentati, parcheggi o aree utilizzate da anziani può produrre effetti sociali differenti rispetto a una distribuzione uniforme del verde.

La prospettiva indicata dall’esperto è quindi quella di collegare parchi, viali alberati, giardini, corsi d’acqua, tetti e facciate verdi e aree periurbane in una rete integrata, affiancando infrastrutture verdi e sistemi di gestione dell’acqua. La qualità della progettazione diventa così determinante anche sotto il profilo economico: alberi collocati nel posto sbagliato e privi delle cure necessarie aumentano mortalità, sostituzioni e costi di manutenzione.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to