Firenze, nasce “Con la Montagna”: piano per le aree interne
03/09/2026
La Città Metropolitana di Firenze avvia il percorso per costruire l’accordo istituzionale “Con la Montagna”, destinato a definire una nuova strategia per i territori montani e le aree interne. Il Consiglio metropolitano ha approvato gli indirizzi politici e strategici durante una seduta straordinaria svolta il 2 settembre nel Centro Visite del Parco delle Foreste Casentinesi, a San Godenzo. Al centro del provvedimento ci sono tutela della biodiversità, servizi essenziali, contrasto allo spopolamento, mobilità, lavoro e valorizzazione del capitale naturale.
Un nuovo rapporto tra città e territori montani
L’atto punta a superare una visione della montagna legata esclusivamente alla fragilità territoriale e alla necessità di sostegni economici. La prospettiva indicata dalla Città Metropolitana considera invece le aree montane come una componente strutturale dell’intero sistema fiorentino, capace di produrre benefici ambientali e sociali anche per le zone urbane e di pianura.
Tra le funzioni richiamate figurano la disponibilità e la qualità dell’acqua, la tutela dei boschi e del suolo, la biodiversità, la produzione agroforestale, la prevenzione del dissesto idrogeologico e la capacità di assorbimento dell’anidride carbonica.
La sindaca metropolitana Sara Funaro ha evidenziato la necessità di costruire una collaborazione stabile tra istituzioni e territori, con politiche in grado di garantire servizi e opportunità alle persone che scelgono di vivere e lavorare nelle zone montane.
Sedici Comuni coinvolti nel percorso
Il progetto interessa direttamente 16 territori della Città Metropolitana: Barberino di Mugello, Borgo San Lorenzo, Dicomano, Firenzuola, Greve in Chianti, Londa, Marradi, Palazzuolo sul Senio, Pelago, Pontassieve, Reggello, Rufina, San Godenzo, Scarperia e San Piero, Vaglia e Vicchio.
Il consigliere delegato all’Ambiente e ai Parchi Carlo Boni, proponente dell’atto, ha richiamato anche il tema della nuova classificazione dei territori montani introdotta dalla normativa nazionale. Secondo la Città Metropolitana, i criteri non dovrebbero basarsi esclusivamente su altitudine e caratteristiche morfologiche, ma considerare anche condizioni economiche, demografiche, sociali e accessibilità ai servizi.
Tra le criticità indicate figurano infatti la distanza dai servizi essenziali, i tempi di percorrenza, il calo della popolazione, l’invecchiamento demografico e la capacità dei territori di mantenere imprese e attività economiche.
Scuole, sanità e mobilità tra le priorità
Il documento approvato individua come principio centrale l’indivisibilità dei diritti essenziali. Servizi scolastici, assistenza sanitaria e mobilità dovranno quindi essere valutati tenendo conto delle caratteristiche delle aree a bassa densità abitativa e non soltanto del numero dei residenti.
Tra gli interventi prioritari vengono indicati il potenziamento delle infrastrutture e dei collegamenti, la connettività digitale, la sanità di prossimità, la rigenerazione dei piccoli centri e il sostegno a nuove forme di lavoro, compreso lo smart working.
La strategia comprende inoltre politiche per l’abitare e per la residenzialità permanente, considerate strumenti essenziali per contrastare lo spopolamento e rendere le aree interne luoghi nei quali sia possibile costruire un progetto di vita stabile.
Biodiversità e servizi ecosistemici al centro del progetto
Una parte rilevante dell’accordo riguarda la valorizzazione dei servizi ecosistemici prodotti dai territori montani. La Città Metropolitana intende sviluppare sistemi capaci di misurare e, dove possibile, riconoscere economicamente il valore ambientale generato dalla tutela delle risorse naturali.
Tra gli ambiti indicati figurano la protezione delle risorse idriche, la ricarica delle falde, la prevenzione del dissesto idrogeologico e lo stoccaggio del carbonio. Sono previste anche azioni dedicate alla gestione forestale sostenibile, alla manutenzione dei sentieri, all’educazione ambientale, al volontariato e all’accessibilità della montagna per le persone con disabilità.
Il turismo resta parte della strategia, ma con un’impostazione orientata verso forme di fruizione lenta e distribuita durante l’intero anno, collegate alle economie agricole e forestali locali.
Verso un accordo con Comuni e Regione Toscana
Con l’approvazione della deliberazione, la Città Metropolitana assume il coordinamento di un percorso di confronto che coinvolgerà Comuni, Unioni di Comuni, Regione Toscana e altri soggetti istituzionali. L’obiettivo finale è arrivare a un accordo plurilaterale capace di trasformare gli indirizzi approvati in interventi condivisi.
Il provvedimento non comporta nuovi oneri per il bilancio metropolitano, ma individua una cornice strategica entro la quale sviluppare politiche territoriali di medio e lungo periodo.
Il progetto si collega anche al Piano territoriale metropolitano approvato nel luglio 2026, che riconosce Mugello, Romagna Toscana e Val di Sieve come aree di particolare valore rurale, montano e paesaggistico. L’obiettivo dichiarato è costruire un rapporto stabile tra città e montagna basato su servizi, lavoro, tutela ambientale e qualità della vita.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.