Incendio Delca Energy, ARPAT: tracce di diossina a Pisa
19/06/2026
Le prime analisi sui campioni vegetali prelevati nell’area di possibile ricaduta dell’incendio alla Delca Energy non mostrano contaminazioni significative, mentre nei filtri PM10 di una centralina della qualità dell’aria di Pisa sono state rilevate basse concentrazioni di diossine. È quanto emerge dall’aggiornamento diffuso da ARPAT il 18 giugno, nell’ambito delle verifiche avviate dopo il rogo che ha interessato l’impianto.
Campioni vegetali senza contaminazioni significative
I laboratori ARPAT stanno proseguendo le analisi per la ricerca di IPA, PCB, diossine e furani sui campioni raccolti nei territori interessati dalla potenziale ricaduta delle polveri prodotte nelle prime ore dell’incendio. I risultati disponibili sui primi sette campioni di vegetazione a foglia larga, degli otto prelevati nell’area individuata, confermano al momento l’assenza di contaminazioni significative.
Nell’ultimo aggiornamento sono stati aggiunti gli esiti relativi ad altri due punti di campionamento, indicati come numero 5 e numero 7. Anche in questi casi non sono state riscontrate presenze rilevanti di diossine, furani, PCB e IPA nei vegetali analizzati. Le verifiche sui campioni raccolti nei giorni successivi proseguiranno per chiarire se e in quale misura eventuali inquinanti si siano depositati al suolo dopo la fase iniziale dell’emergenza.
Diossine nei filtri PM10 della centralina Borghetto
Un dato diverso arriva dai filtri PM10 della stazione di monitoraggio della qualità dell’aria di Pisa Borghetto. Le analisi relative alle giornate dell’8, 9 e 10 giugno, periodo in cui la ricaduta potrebbe aver raggiunto la maggiore intensità, hanno evidenziato basse concentrazioni di diossine.
Secondo ARPAT, i valori osservati consentono di ritenere che, a seguito dell’incendio, si siano formati diossine, furani e IPA, con concentrazioni superiori ai valori di fondo normalmente registrati in aree rurali e urbane. Per il Benzo[a]Pirene e per gli IPA, tuttavia, le concentrazioni rilevate risultano inferiori ai limiti di legge previsti. I PCB, invece, sono risultati molto al di sotto dei valori di fondo di riferimento e, secondo l’Agenzia, verosimilmente non si sono formati a seguito del rogo.
Analisi ancora in corso su foraggi, cereali e nuovi filtri
ARPAT precisa che i dati disponibili rappresentano una prima fotografia del fenomeno e che l’eventuale dispersione degli inquinanti sarà oggetto di ulteriori approfondimenti. L’Agenzia ritiene ragionevole ipotizzare che diossine, furani e IPA si siano formati durante l’incendio, ma che la ricaduta al suolo sia stata influenzata in modo significativo dagli agenti atmosferici.
Sono ancora in corso le analisi sui filtri delle centraline di Pisa Borghetto, Pisa Passi e Santa Croce Coop relativi ai giorni successivi all’8 giugno, oltre agli accertamenti sui campioni di foraggi e cereali prelevati dopo l’incendio. I risultati saranno pubblicati dopo la validazione tecnica, fase che richiede tempi non comprimibili.
L’Agenzia ha inoltre precisato che i filtri delle centraline raccolgono volumi d’aria superiori a quelli respirati da una persona in condizioni ordinarie, poiché le pompe aspiranti filtrano circa 55 metri cubi d’aria al giorno. Questo aspetto, spiega ARPAT, deve essere considerato nella lettura delle concentrazioni rilevate. Gli aggiornamenti successivi serviranno a definire meglio l’estensione della ricaduta e l’eventuale presenza di contaminanti nei siti campionati.
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