Firenze, su San Salvi chiesti chiarimenti su 460mila euro
24/06/2026
Sinistra Progetto Comune chiede alla sindaca e alla Giunta di Firenze chiarimenti sulla rigenerazione dei padiglioni 33, 34, 35 e 37 del complesso di San Salvi, dopo la determina dirigenziale del 22 giugno 2026 relativa agli aspetti contabili dell’intervento. A sollevare il caso sono Dmitrij Palagi, consigliere comunale di Sinistra Progetto Comune, e Lorenzo Palandri, rappresentante della stessa forza politica nel Quartiere 2, che annunciano la presentazione di un’interrogazione.
Il nodo dei finanziamenti e delle risorse da reperire
Al centro delle critiche c’è il quadro economico dell’operazione, presentata con un valore complessivo di 10 milioni di euro. Di questi, 8 milioni arrivano dal contributo regionale collegato ai fondi europei FESR 2021-2027, mentre 2 milioni fanno capo al cofinanziamento comunale. Le operazioni previste riguardano housing, efficientamento energetico, attività culturali e infrastrutture verdi.
Secondo Palagi e Palandri, dalla lettura della determina emergerebbe però una copertura non ancora completa. Due voci, pari complessivamente a 460.000 euro, vengono indicate come non finanziabili con il contributo statale dei fondi PUI e rinviate a una nuova fonte di finanziamento nell’ambito della salvaguardia degli equilibri di bilancio 2026. Le somme riguardano 360.000 euro per le attività culturali e 100.000 euro per l’housing.
La seconda contestazione riguarda la quota comunale di cofinanziamento, pari a 2 milioni di euro, che attingerebbe ad alienazioni patrimoniali e monetizzazioni degli standard urbanistici. Per i due esponenti di Sinistra Progetto Comune si tratta di una scelta politica che merita un confronto pubblico, perché collega una parte dell’intervento di rigenerazione e abitare pubblico alla vendita di patrimonio e a entrate urbanistiche.
Tempi stretti per i fondi e dubbi sui cantieri
Nel documento viene richiamato anche il tema della programmazione temporale. Secondo quanto riportato dai consiglieri, 3,2 milioni di euro sarebbero stati stanziati sull’esercizio 2028 pur appartenendo al 2029, con la necessità di una successiva reimputazione. Per Palagi e Palandri, questo confermerebbe un quadro finanziario ancora da stabilizzare.
La preoccupazione riguarda anche il rispetto delle scadenze europee. La regola N+2 impone la firma dei contratti d’appalto entro la fine del 2026 per evitare il rischio di perdita dei fondi assegnati. Nel frattempo, sostengono i due esponenti, a maggio risultavano ancora affidati incarichi di progettazione impiantistica, mentre l’avvio dei cantieri non sarebbe previsto prima del 2027-2028.
Housing, strada interna e servizi nel parco
Nel comunicato viene richiamata anche la configurazione dell’housing previsto dall’Operazione 1A, con dodici unità abitative, di cui nove appartamenti da 40-45 metri quadrati. Sinistra Progetto Comune contesta l’assenza di soluzioni dimensionate per famiglie con figli e collega questo aspetto al più ampio dibattito sull’abitare permanente in città.
Un altro punto riguarda la strada prevista nel Piano Operativo approvato nell’aprile 2025, con ingresso da via del Mezzetta e uscita su via Andrea del Sarto. Palagi e Palandri chiedono che venga eliminata, sostenendo che l’iter espropriativo sia già stato avviato con la determina dell’11 maggio 2026 e che l’opera proceda in modo autonomo rispetto alla rigenerazione dei padiglioni.
Nel testo vengono poi citati il Centro Diurno “Le Civette”, chiuso nel giugno 2025, e la palestra di via San Salvi, interessata da proroghe senza una data di consegna ritenuta credibile. L’interrogazione annunciata punta quindi a ottenere risposte sui 460.000 euro mancanti, sulla copertura del cofinanziamento comunale, sull’eventuale rischio di perdita dei fondi e sui tempi reali del progetto. Per Sinistra Progetto Comune, San Salvi deve restare un parco pubblico, luogo di memoria e spazio da progettare con il coinvolgimento delle realtà attive nel territorio.
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