Firenze, le “Stanze inquiete” di Scandura a Palazzo del Pegaso
31/07/2026
Le stanze senza figure umane dipinte da Piero Scandura hanno trovato spazio a Palazzo del Pegaso, a Firenze, dove è stata inaugurata la mostra “Stanze inquiete”. L’esposizione, allestita nello spazio Carlo Azeglio Ciampi del Consiglio regionale della Toscana, resterà aperta fino al 27 agosto 2026 e presenta una selezione di opere dedicate agli ambienti domestici, agli oggetti di design e alle tracce lasciate dalla presenza dell’uomo.
Alla cerimonia inaugurale hanno partecipato gli storici dell’arte Alberto Mugnaini e Andrea Del Guercio, la presidente della Pro Loco di Fosdinovo Mariella Gavarini e lo stesso artista. Valdo Spini, presidente della Fondazione Circolo Rosselli, ha inviato un videomessaggio per accompagnare l’apertura della rassegna.
Oggetti e ombre diventano protagonisti
Le opere esposte appartengono alla produzione più recente di Scandura e prendono avvio da mobili e oggetti legati al mondo del design. Una scelta collegata alla formazione dell’artista, che ha studiato architettura e utilizza la progettazione dello spazio come elemento centrale della propria ricerca pittorica.
Nei dipinti, le stanze appaiono prive di persone. Sedie, tavoli, superfici, ombre e segni cromatici occupano la scena e diventano presenze autonome. Gli ambienti conservano però la memoria di chi li ha attraversati: una sedia sembra attendere qualcuno, mentre un oggetto può apparire come il testimone silenzioso di ciò che è accaduto o sta per accadere.
“L’uomo sparisce e l’oggetto, l’ombra, il segno e il colore diventano protagonisti”, ha spiegato Scandura. Le stanze raccontano così la solitudine, il rapporto con gli altri e il trascorrere della storia attraverso elementi quotidiani sottratti alla loro funzione abituale.
La presidente del Consiglio regionale, Stefania Saccardi, nel testo pubblicato nel catalogo ha evidenziato come i quadri partano da forme riconoscibili, modificando però il modo consueto di osservarle. Le opere non impongono una lettura univoca, ma lasciano allo spettatore la possibilità di costruire collegamenti e significati differenti.
Tra memoria domestica e visione metafisica
Secondo Alberto Mugnaini, i dipinti possono essere letti come ritratti di oggetti capaci di custodire il ricordo della presenza umana. La composizione degli spazi è rigorosa, ma l’ordine domestico viene attraversato da una tensione improvvisa: ombre e prospettive sembrano muoversi, mentre l’ambiente familiare si apre alla fantasia e al sogno.
Lo storico dell’arte individua nelle opere un doppio livello. Il primo è quello della memoria, del comfort e dell’abitazione; il secondo appartiene alla visione, all’instabilità e all’allucinazione. La stanza fisica diventa quindi una rappresentazione della mente, scossa da una sorta di vento metafisico che modifica oggetti e volumi.
Mugnaini ha richiamato anche alcuni possibili punti di contatto con gli interni dipinti da Giorgio de Chirico, nei quali gli spazi chiusi si aprono verso paesaggi inattesi e scenari sospesi. Nelle tele di Scandura, la precisione della costruzione architettonica convive con una dimensione emotiva e inquieta.
Il legame tra Fosdinovo e Firenze
Andrea Del Guercio ha sottolineato il valore della presenza a Firenze di un artista legato a un’area periferica della Toscana come quella di Massa-Carrara. Scandura vive e lavora infatti a Fosdinovo, territorio nel quale ha sviluppato una ricerca riservata ma profondamente connessa alla storia dell’arte, dell’architettura e del design.
Per Del Guercio, la pittura dell’artista dialoga con l’eredità rinascimentale della regione e ne propone una lettura contemporanea. Il rapporto tra spazio, misura umana e oggetti quotidiani diventa il punto di contatto tra il patrimonio storico toscano e le inquietudini della società attuale.
Mariella Gavarini, presidente della Pro Loco di Fosdinovo, ha ricordato il legame dell’artista con il paese lunigianese e il contributo offerto alla sua vivacità culturale. Nato a Pistoia, Scandura ha conseguito il diploma di pittura all’Accademia di Belle Arti di Carrara, dove è stato allievo di Umberto Buscioni, e la specializzazione in Arte visiva e discipline dello spettacolo. Ha inoltre insegnato Arte e immagine.
Orari e chiusura nel periodo di Ferragosto
La mostra “Stanze inquiete” potrà essere visitata fino al 27 agosto 2026 nello spazio espositivo Carlo Azeglio Ciampi di Palazzo del Pegaso. L’apertura è prevista dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17.
L’esposizione resterà chiusa dal 10 al 14 agosto. Il percorso offre al pubblico l’occasione di entrare nella “stanza dell’artista”, uno spazio mentale nel quale mobili e oggetti convivono con ricordi, pensieri e visioni, trasformando l’ambiente domestico in un luogo aperto all’immaginazione.
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