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Goletta Verde in Toscana, criticità in 10 punti su 20

31/07/2026

Goletta Verde in Toscana, criticità in 10 punti su 20

Dieci dei venti punti esaminati da Goletta Verde lungo la costa toscana sono risultati “inquinati” o “fortemente inquinati”. Le maggiori criticità sono state rilevate in prossimità delle foci di fiumi, torrenti, fossi e canali, con una concentrazione significativa nella parte settentrionale della regione. I risultati della campagna di Legambiente, basati sui prelievi effettuati tra il 6 e l’8 luglio 2026, sono stati presentati a Firenze con la partecipazione di ARPAT.

Il confronto tra i dati dell’associazione ambientalista e quelli del monitoraggio ufficiale evidenzia un quadro complesso. Date, punti di campionamento e finalità delle analisi non coincidono sempre; per questa ragione, un giudizio negativo rilevato da Goletta Verde può essere affiancato da un risultato ARPAT conforme, ottenuto in un momento diverso o in un’area di balneazione vicina.

Da Massa a Follonica, le foci con i risultati peggiori

Goletta Verde ha classificato come fortemente inquinati i campioni raccolti alla foce del torrente Lavello, nella zona della Partaccia a Massa, e alla foce del Brugiano, tra la Partaccia e i Ronchi. Lo stesso giudizio ha interessato il fosso Fiumetto a Marina di Pietrasanta, lo scarico di Salivoli a Piombino, la foce della Gora a Follonica e il fosso della Tagliata Etrusca a Orbetello.

Sono stati invece giudicati inquinati la foce del Carrione a Marina di Carrara, quella del fosso dell’Abate a Lido di Camaiore, la foce dell’Osa a Fonteblanda e il punto presso il porto di Marciana Marina, all’Isola d’Elba. Gli altri dieci campioni analizzati dalla campagna di Legambiente sono risultati entro i limiti previsti.

Nel confronto pubblicato da ARPAT, la foce del Brugiano risultava inquinata anche nei controlli dell’Agenzia ed è classificata come area scarsa, sottoposta a divieto permanente per motivi igienico-sanitari. Una situazione analoga riguarda la Gora delle Ferriere a Follonica, anche se il campione ARPAT di luglio è successivamente risultato conforme.

In altri casi, come Fiumetto, fosso dell’Abate, Salivoli, Osa e Tagliata Etrusca, le analisi ufficiali di giugno e luglio riportavano valori a norma. ARPAT precisa però che il proprio campionamento può essere stato eseguito in giorni differenti e in punti non perfettamente coincidenti con quelli scelti da Goletta Verde.

ARPAT controlla oltre 270 aree balneari

Dal 1° aprile al 30 settembre l’Agenzia regionale effettua il monitoraggio ufficiale di oltre 270 aree di balneazione distribuite lungo il litorale toscano e in alcune zone lacustri. Le verifiche vengono svolte anche nei punti interessati da divieti permanenti per ragioni igienico-sanitarie, così da seguire l’evoluzione della qualità delle acque.

I risultati vengono pubblicati sul sito e sull’applicazione di ARPAT. Il commissario dell’Agenzia, Pietro Rubellini, ha riferito che i primi quattro mesi della stagione 2026 mostrano un miglioramento rispetto all’anno precedente, pur confermando problemi ricorrenti nelle aree direttamente influenzate dagli scarichi e dalle foci dei corsi d’acqua.

Le anomalie sarebbero legate soprattutto alle condizioni dei sistemi di raccolta e depurazione delle acque reflue. Tra i fattori indicati figurano impianti o condotte obsolete, manutenzione insufficiente, difetti progettuali e collegamenti irregolari. Le precipitazioni intense possono aggravare il problema, trasportando verso il mare contaminanti presenti nei corsi d’acqua o sovraccaricando le infrastrutture fognarie.

Controlli anche sull’alga Ostreopsis ovata

Tra la fine di giugno e settembre ARPAT monitora inoltre la presenza dell’Ostreopsis ovata nei punti individuati dalla Regione. Questa microalga, originaria delle acque tropicali ma ormai presente anche nel Mediterraneo, può raggiungere concentrazioni elevate in particolari condizioni meteorologiche e marine.

La tossina prodotta dall’alga può diffondersi attraverso l’aerosol marino e provocare disturbi temporanei ai bagnanti. Il controllo viene quindi affiancato alle analisi microbiologiche delle acque, soprattutto nei periodi caratterizzati da temperature elevate e scarso ricambio.

Mediterraneo più caldo e habitat sotto pressione

Durante la presentazione sono stati richiamati anche i dati climatici del programma europeo Copernicus. Giugno 2026 è stato indicato come il mese di giugno più caldo mai registrato nell’Europa occidentale, con temperature di circa tre gradi superiori alla media dei decenni precedenti.

Nel Mediterraneo occidentale la temperatura superficiale del mare ha raggiunto circa 27 gradi, con un’anomalia di 3,7 gradi rispetto alla media climatica. Il riscaldamento delle acque favorisce la diffusione di specie aliene e tropicali e sottopone a stress habitat delicati, tra cui le praterie di Posidonia e le foreste di gorgonie.

ARPAT richiama quindi la necessità di intervenire sulle reti fognarie e sugli impianti di depurazione, rafforzando nello stesso tempo le misure di adattamento agli eventi meteorologici estremi. Il confronto con Goletta Verde mostra che le foci restano i punti maggiormente vulnerabili del litorale, anche quando le aree di balneazione circostanti presentano classificazioni buone o eccellenti.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.