Toscana, Gronchi chiede Stati generali per l’economia
07/07/2026
Confesercenti chiede alla Regione Toscana di convocare gli Stati generali dell’economia per ridisegnare le politiche di sviluppo, credito e competitività. La richiesta arriva da Nico Gronchi, presidente nazionale di Confesercenti e presidente di Confesercenti Toscana, dopo l’indagine congiunturale della Banca d’Italia che ha segnalato un rallentamento della regione rispetto alle aree più dinamiche del Centro-Nord.
Il ritardo su innovazione e crescita
Secondo Gronchi, il quadro tracciato da Bankitalia mostra una Toscana che rischia di perdere contatto con le regioni più avanzate. Dopo il rimbalzo del 2022, sostenuto dal turismo post-Covid, dall’export e dagli effetti del superbonus, la crescita si è quasi fermata: l’ultimo dato citato indica un aumento del Pil regionale dello 0,4%.
Per il presidente di Confesercenti, il problema non riguarda soltanto il ritmo della crescita, ma la capacità del sistema economico toscano di innovare, attrarre investimenti e rafforzare le proprie infrastrutture. Il nodo, spiega, è superare la logica degli interventi frammentati e concentrare le risorse su poche priorità finanziate in modo adeguato.
Infrastrutture e commercio di prossimità
Tra i dossier richiamati figurano il potenziamento dell’aeroporto di Firenze, il corridoio tirrenico, la Darsena Europa, la Fi-Pi-Li e l’Autopalio. Opere considerate decisive per sostenere turismo, export, servizi e mobilità delle imprese. Gronchi cita invece la tramvia fiorentina come esempio di intervento capace di produrre risultati concreti.
Al centro dell’intervento di Confesercenti c’è anche la difesa del commercio di vicinato. L’associazione ha promosso una proposta di legge di iniziativa popolare per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità, con l’obiettivo di contrastare la desertificazione commerciale nei piccoli comuni e nei centri storici.
La proposta prevede la nascita di Zone economiche speciali di prossimità, dove pubblico e privato possano definire strumenti mirati: semplificazioni, incentivi, agevolazioni, un fondo nazionale dedicato e un osservatorio sulla desertificazione commerciale. Per portare il testo in Parlamento serviranno 50mila firme.
Consumi deboli e investimenti in frenata
Il turismo resta una componente forte dell’economia regionale, con un peso superiore al 15% del Pil toscano, ma non basta a compensare le difficoltà del commercio e della ristorazione. Energia, affitti, costo del denaro e consumi deboli continuano a pesare sui bilanci delle imprese.
Per Gronchi, la fragilità principale resta la ridotta capacità di spesa delle famiglie. Bollette, trasporti, alimentari e carburanti assorbono una quota crescente del reddito disponibile, lasciando meno spazio a viaggi, cene e acquisti. Da qui la richiesta di politiche fiscali capaci di rimettere risorse nelle tasche dei cittadini e di interventi strutturali sui costi aziendali, in particolare energia e locazioni.
Il clima tra gli imprenditori, secondo Confesercenti, è segnato dall’attesa. Le tensioni geopolitiche incidono sulle scelte di investimento e l’associazione registra una frenata nelle richieste di finanza agevolata per progetti di grande dimensione. Resiste però una propensione agli investimenti diffusi nel digitale, segnale di un terziario che cerca nuove forme di adattamento.
La proposta rivolta alla Regione è costruire un tavolo con forze economiche, parti sociali e istituti di ricerca come Bankitalia e Irpet, fondato su quattro assi: terziario, turismo, export e infrastrutture. Per Gronchi, la fine degli effetti del Pnrr e il nuovo scenario dei fondi europei impongono alla Toscana un cambio di passo, con misure selettive e più incisive.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to