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Pistoia, persi 430 negozi in 7 anni: cala il commercio locale

08/09/2026

Pistoia, persi 430 negozi in 7 anni: cala il commercio locale

Oltre 430 imprese commerciali hanno cessato l’attività in provincia di Pistoia tra il 2019 e il 2025, mentre nel solo capoluogo le chiusure sono state circa 170. È il quadro tracciato da Confesercenti Pistoia sul fenomeno della desertificazione commerciale, accompagnato da una mobilitazione a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare dedicata alla rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità. I dati mostrano anche una contrazione dell’occupazione nel settore: gli addetti al commercio al dettaglio sono diminuiti di oltre mille unità nell’arco del periodo preso in esame.

Dal 2019 al 2025 persi 1.017 addetti nel commercio

Secondo i dati diffusi dall’associazione, gli addetti del commercio al dettaglio nella provincia sono passati da 8.612 nel 2019 a 7.595 nel 2025. La riduzione è quindi di 1.017 unità, pari all’11,8%.

Il calo presenta dinamiche differenti tra lavoratori dipendenti e attività dell’indotto. I dipendenti sono scesi da 4.558 a 4.246, con una perdita di 312 posti, pari al 6,8%. Più marcata la flessione dell’indotto, passato da 4.054 a 3.349 addetti: 705 unità in meno, corrispondenti a una contrazione del 17,4%.

Confesercenti collega questi numeri al cambiamento delle abitudini di acquisto e alla progressiva riduzione della rete di negozi fisici. Il fenomeno riguarda anche il resto del Paese: tra il 2019 e il 2025, secondo i dati richiamati dall’associazione, in Italia hanno cessato l’attività 111.455 imprese commerciali.

Confesercenti: la spesa nei negozi trattiene valore sul territorio

Nel documento viene posto l’accento anche sull’impatto economico della spesa effettuata nei punti vendita tradizionali. Secondo Confesercenti, per ogni 10 euro spesi nelle attività commerciali fisiche, circa 7 euro del valore generato restano sul territorio. Nel caso degli acquisti online, la proporzione si ribalterebbe, con circa 7 euro su 10 destinati a essere trasferiti al di fuori dell’economia locale.

La presenza dei negozi viene quindi letta come parte di un sistema che coinvolge occupazione, redditi delle imprese, affitti, professionisti, manutenzioni, tributi locali e servizi. La perdita di attività commerciali può incidere anche sull’utilizzo degli immobili e sulla disponibilità di beni e servizi nei quartieri e nei centri cittadini.

Raccolta firme nei mercati di Pistoia e Monsummano

Per contrastare il fenomeno, Confesercenti sostiene la proposta di legge di iniziativa popolare denominata “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”. L’obiettivo nazionale della campagna è raccogliere 50.000 firme.

A livello locale l’associazione ha organizzato iniziative nei mercati della provincia. Lunedì 7 settembre è stata prevista la possibilità di sottoscrivere la proposta al mercato di Monsummano, mentre per mercoledì 9 settembre Confesercenti invita cittadini di Pistoia e dei Comuni vicini a recarsi al mercato del capoluogo per aderire alla raccolta.

La proposta punta a introdurre strumenti destinati alla rigenerazione delle aree urbane e al sostegno dei servizi di prossimità, partendo da un quadro che, per il territorio pistoiese, evidenzia una riduzione consistente sia del numero delle imprese sia degli occupati collegati al settore commerciale.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to