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Forlì-Cesena, 607 negozi persi in sei anni: Confesercenti mobilita il territorio

09/09/2026

Forlì-Cesena, 607 negozi persi in sei anni: Confesercenti mobilita il territorio

In provincia di Forlì-Cesena il commercio al dettaglio ha perso 607 attività tra il 2019 e il 2025, con una riduzione del 14%. Secondo i dati diffusi da Confesercenti, le imprese del settore sono passate da 4.345 a 3.738, con una perdita economica stimata in 91 milioni di euro per il territorio. Numeri che l’associazione utilizza per rilanciare la mobilitazione del 9 e 10 settembre a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare dedicata alla rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità.

Confesercenti: 607 attività in meno dal 2019

La riduzione riguarda l’intera provincia e coinvolge direttamente anche Cesena e i Comuni del cesenate. Per Confesercenti, il fenomeno della desertificazione commerciale produce effetti che vanno oltre la semplice chiusura dei negozi.

Quando un’attività cessa, secondo l’associazione, si riducono anche occupazione, domanda di spazi commerciali, servizi di vicinato, gettito locale e presidio urbano. Il commercio di prossimità viene quindi considerato una componente strutturale della vita economica e sociale dei quartieri.

Confesercenti evidenzia inoltre una differenza nella ricaduta territoriale della spesa: secondo le stime riportate, ogni 100 euro spesi in un negozio fisico lascerebbero circa 70 euro nell’economia locale, mentre con la spesa online una quota analoga verrebbe indirizzata fuori dal territorio.

Soldati: il commercio di prossimità è un’infrastruttura urbana

Il presidente di Confesercenti Cesena Cesare Soldati ha richiamato l’attenzione sulle conseguenze economiche della riduzione delle attività commerciali.

Secondo Soldati, i 607 esercizi persi in sei anni corrispondono a risorse che non vengono più generate e redistribuite localmente. Per l’associazione, il commercio di vicinato deve essere considerato una vera infrastruttura urbana, capace di incidere sulla vitalità dei centri, sulla qualità dei servizi e sulla presenza di attività economiche nei quartieri.

Il 9 settembre raccolta firme a Cesena

La mobilitazione promossa da Confesercenti sostiene la proposta di legge di iniziativa popolare intitolata “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”.

L’obiettivo nazionale è raggiungere 50.000 firme per portare la proposta all’esame del Parlamento. A Cesena sarà allestito un punto di raccolta firme il 9 settembre, dalle 9 alle 12, presso il loggiato comunale.

La campagna proseguirà successivamente con altri appuntamenti sul territorio. È prevista anche la possibilità di sottoscrivere la proposta online attraverso SPID o Carta d’identità elettronica.

Rigenerazione urbana al centro della proposta

La mobilitazione punta a collegare il sostegno al commercio di prossimità con le politiche di rigenerazione urbana. Per Confesercenti, la presenza di negozi e servizi nei quartieri contribuisce infatti alla vitalità degli spazi pubblici, alla sicurezza percepita e alla capacità dei centri urbani di mantenere funzioni economiche e sociali.

Il calo registrato tra il 2019 e il 2025 viene quindi indicato come un segnale da affrontare con interventi strutturali e strumenti normativi specifici, rivolti alle aree dove la riduzione delle attività commerciali rischia di modificare profondamente il tessuto urbano.

La raccolta firme di Cesena rappresenta una delle tappe della campagna nazionale con cui Confesercenti intende portare il tema della desertificazione commerciale direttamente all’attenzione del Parlamento.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.