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Firenze, piano PUMA per restaurare e riaprire le mura arnolfiane

05/08/2026

Firenze, piano PUMA per restaurare e riaprire le mura arnolfiane

Firenze avvia un piano unitario per restaurare le mura arnolfiane, ampliare gli spazi accessibili e trasformare la cinta trecentesca in un parco monumentale diffuso. Il Comune ha presentato il P.U.M.A. – Piano Unitario Mura Arnolfiane 2026-2029, elaborato dal Servizio Belle Arti della Direzione Servizi Tecnici per coordinare manutenzione, conservazione e valorizzazione di mura, porte, torri e baluardi.

Un patrimonio di oltre 86mila metri quadrati

La strategia riguarda più di 86.000 metri quadrati di superfici lapidee, calcolati senza comprendere la Fortezza da Basso e Forte Belvedere. Si tratta di uno dei principali elementi identitari della città, sopravvissuto solo in parte alle trasformazioni urbanistiche dell’Ottocento e sottoposto quotidianamente agli effetti degli agenti atmosferici, dell’umidità e del progressivo deterioramento dei materiali.

La nuova impostazione punta a superare la frammentazione degli interventi, sostituendo i singoli lavori eseguiti in risposta alle emergenze con una programmazione coordinata. Le condizioni delle strutture saranno analizzate attraverso indagini scientifiche, monitoraggi periodici e collaborazioni con università e centri di ricerca, così da definire priorità, tecniche di restauro e misure per ridurre la vulnerabilità sismica.

Nuovi percorsi sulle torri e sui cammini di ronda

Uno dei principali obiettivi riguarda l’accessibilità. Attualmente può essere visitato con regolarità soltanto il 30-35% delle porte e delle torri, mentre la quota fruibile dei cammini di ronda lungo i tratti murari si ferma al 6%. Il Piano prevede l’apertura di nuovi spazi, la realizzazione di itinerari panoramici e il recupero di percorsi in quota in aree considerate particolarmente rappresentative, tra cui via di Belvedere e il sistema formato da viale Petrarca e viale Ariosto.

Il progetto comprende inoltre il potenziamento dell’illuminazione monumentale, la promozione di iniziative culturali e la creazione di circuiti turistici dedicati. L’intento dell’amministrazione è rendere le mura parte della vita cittadina, offrendo ai residenti e ai visitatori nuovi punti di osservazione sul centro storico e sui quartieri attraversati dall’antica cerchia.

Secondo l’assessore alla Cultura Giovanni Bettarini, le mura costituiscono un’infrastruttura culturale e identitaria, capace di raccontare lo sviluppo urbano di Firenze. La regia unica prevista dal P.U.M.A. dovrà garantire una cura continuativa del complesso monumentale e accompagnare la progressiva riapertura dei tratti oggi chiusi.

Monitoraggio digitale con modelli 3D e tecnologia BIM

Il terzo asse del programma è dedicato all’innovazione digitale. Il Comune intende realizzare un database tridimensionale in ambiente BIM, Building Information Modeling, nel quale raccogliere informazioni sulle caratteristiche costruttive, sugli interventi effettuati e sullo stato di conservazione delle diverse strutture.

Il sistema permetterà ai tecnici di aggiornare i dati in tempo reale, seguire l’evoluzione dei fenomeni di degrado e programmare con maggiore precisione le attività manutentive. Sono previsti anche applicativi digitali destinati al pubblico, pensati per arricchire l’esperienza di visita e rendere accessibili contenuti storici, architettonici e documentali.

Fondi comunali, Art Bonus e contributi privati

Il P.U.M.A. avrà una durata di quattro anni, con una proiezione operativa sul quadriennio successivo. La sostenibilità economica sarà affidata alle risorse comunali destinate alla cinta muraria e alla ricerca di finanziamenti esterni, anche attraverso i programmi FLIC – Florence I Care e Art Bonus, con il coinvolgimento di imprese e soggetti privati.

Il Piano prosegue il percorso sviluppato dal Servizio Belle Arti nel decennio precedente, durante il quale sono stati approvati nove programmi unitari dedicati ai maggiori complessi cittadini, fra cui Palazzo Vecchio, Fortezza da Basso, Forte Belvedere e Piazzale Michelangelo. Nel complesso, tali strumenti hanno interessato oltre il 30% del patrimonio monumentale di proprietà del Comune.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to