Confesercenti, proposta di legge popolare per rilanciare negozi e servizi di quartiere
19/05/2026
Confesercenti Nazionale ha depositato in Corte di Cassazione la proposta di legge di iniziativa popolare dedicata alla rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità. Da domani il testo sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale e partirà la raccolta delle 50mila firme necessarie per avviare l’iter parlamentare.
L’iniziativa punta a contrastare il progressivo svuotamento commerciale di centri storici, quartieri e piccoli Comuni, fenomeno che negli ultimi anni ha inciso sulla vitalità economica dei territori, sulla qualità della vita urbana e sulla presenza dei servizi essenziali di vicinato.
Nascono le Zone Economiche Speciali di Prossimità
Il punto centrale della proposta riguarda l’istituzione delle Zone Economiche Speciali di Prossimità (ZESpro), aree urbane o periurbane che potranno essere individuate da Regioni e Province autonome per favorire il rilancio delle attività commerciali e dei servizi locali.
All’interno delle ZESpro sono previsti incentivi fiscali per le imprese, strumenti di sostegno finanziario e misure di semplificazione amministrativa, nel rispetto delle normative europee sugli aiuti di Stato.
La proposta prevede inoltre la nascita di un Osservatorio per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’organismo avrà il compito di monitorare l’efficacia delle misure adottate e valutare l’evoluzione del tessuto commerciale locale.
Accanto all’Osservatorio sarà istituito anche un fondo dedicato al finanziamento degli interventi previsti dal provvedimento.
“Difendere il commercio di vicinato significa difendere le città”
Secondo Confesercenti, il progetto nasce per riconoscere il ruolo economico e sociale svolto dalle imprese del commercio, della ristorazione e del turismo all’interno delle comunità locali.
“Le imprese del commercio, della ristorazione e del turismo sono l’infrastruttura economica e sociale delle nostre città”, ha dichiarato il presidente nazionale di Confesercenti Nico Gronchi.
Gronchi ha sottolineato come mantenere aperta un’attività commerciale sul territorio rappresenti un interesse pubblico da sostenere con strumenti specifici e politiche dedicate.
L’associazione invita inoltre i cittadini a sostenere la raccolta firme scegliendo “un modello di economia sostenibile” capace di generare occupazione, servizi e ricchezza diffusa nei territori, senza impoverire il tessuto urbano e sociale delle città.
L’obiettivo: fermare la rarefazione commerciale
La proposta interviene sul fenomeno della rarefazione commerciale, ovvero la progressiva scomparsa di negozi e attività di prossimità che sta interessando numerosi centri urbani italiani.
Secondo Confesercenti, la riduzione delle attività commerciali non incide soltanto sull’economia locale, ma anche sulla sicurezza percepita, sulla vivibilità dei quartieri e sulla possibilità per residenti e fasce più fragili della popolazione di accedere facilmente a beni e servizi essenziali.
Con l’avvio della raccolta firme, il testo entrerà ora nella fase pubblica della campagna nazionale promossa dall’associazione.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.