Toscana, via libera in commissione alla legge sull’intelligenza artificiale
15/07/2026
Le commissioni Ambiente e Affari istituzionali del Consiglio regionale della Toscana hanno approvato la proposta di legge per promuovere un uso responsabile e consapevole dell’intelligenza artificiale. Il testo, esaminato in seduta congiunta sotto la presidenza di Gianni Lorenzetti e Vittorio Salotti, passa ora all’Aula per il voto definitivo. Hanno espresso parere favorevole i gruppi di maggioranza Partito democratico, Casa riformista e Alleanza verdi e sinistra, mentre Fratelli d’Italia si è astenuto.
Punti digitali e Osservatorio regionale sull’intelligenza artificiale
La proposta introduce una serie di strumenti destinati a cittadini, lavoratori, imprese e istituzioni. Tra le misure previste figurano i Punti di facilitazione digitale, pensati per accompagnare le persone nell’accesso alle nuove tecnologie, e la costituzione di un Osservatorio regionale sull’intelligenza artificiale.
L’organismo avrà il compito di seguire l’evoluzione dei sistemi di IA, valutarne gli effetti sulla società e fornire elementi utili alla definizione delle politiche regionali. Il provvedimento dedica attenzione anche all’educazione digitale, con iniziative rivolte a giovani e adulti per sviluppare capacità critiche nell’utilizzo degli strumenti automatizzati.
Università ed enti di ricerca toscani saranno coinvolti nelle attività scientifiche, formative e di monitoraggio. Il testo punta inoltre a rafforzare le infrastrutture tecnologiche, favorire la ricerca applicata e creare condizioni capaci di attrarre investimenti collegati all’innovazione.
Formazione per i lavoratori e contrasto al rischio di sostituzione
Una parte rilevante della proposta riguarda le trasformazioni del mercato del lavoro. Attraverso l’Agenzia regionale per l’impiego e la rete dei Centri per l’impiego saranno promossi percorsi di riqualificazione professionale, destinati a fornire competenze sull’intelligenza artificiale e ad accompagnare le persone nei settori maggiormente interessati dall’automazione.
La Regione intende intervenire anche contro il rischio che lavoratrici e lavoratori vengano sostituiti senza adeguate garanzie da sistemi automatizzati. Le disposizioni richiamano la tutela dei diritti, la qualità dell’occupazione, l’organizzazione del lavoro e il diritto alla disconnessione.
Tra le integrazioni inserite durante l’esame in commissione compare anche la Carta toscana dei diritti digitali nell’era dell’IA. Il documento dovrebbe definire principi e tutele per l’utilizzo delle tecnologie nei servizi pubblici, nelle attività economiche e nei rapporti di lavoro, con particolare attenzione ai minori e alle persone maggiormente esposte al divario digitale.
Gli emendamenti dopo il confronto con università e ricerca
Il testo originario presentato dalla Giunta è stato modificato attraverso numerosi emendamenti del Partito democratico, illustrati dal consigliere Antonio Mazzeo. Le correzioni sono state elaborate anche sulla base delle audizioni svolte con università, ricercatori e soggetti competenti in materia tecnologica.
Gli interventi hanno rafforzato la centralità della persona, l’approccio antropocentrico, l’educazione critica e la valutazione dell’impatto ambientale dei sistemi digitali. Ulteriori modifiche riguardano la formazione, il sostegno alle imprese, la tutela dei minori e il rapporto tra ricerca scientifica e politiche pubbliche.
Mazzeo ha indicato come obiettivo una gestione dell’innovazione capace di distribuire opportunità e proteggere i diritti. Il presidente della commissione Ambiente, Gianni Lorenzetti, ha ricordato il percorso avviato con l’illustrazione della proposta il 25 marzo e proseguito con un ampio ciclo di audizioni.
Le opposizioni chiedono più risorse e infrastrutture
Fratelli d’Italia ha scelto l’astensione, riservandosi una valutazione definitiva durante il passaggio in Aula. Il consigliere Alessandro Capecchi ha spiegato che il gruppo mantiene dubbi su parte degli emendamenti, pur avendo sostenuto alcune modifiche durante il lavoro in commissione.
La capogruppo Chiara La Porta ha richiamato le carenze delle infrastrutture digitali in Toscana, sostenendo che circa il 40 per cento del territorio rientrerebbe ancora nelle cosiddette zone bianche. Secondo l’esponente di opposizione, la legge dovrebbe essere preceduta da interventi capaci di rendere più concreta l’applicazione delle misure previste.
Forza Italia, attraverso Jacopo Ferri, ha contestato l’assenza di risorse finanziarie specifiche, pur riconoscendo la qualità formale del testo. Pieno sostegno è arrivato invece da Alleanza verdi e sinistra, che ha difeso l’impostazione orientata alla tutela delle persone, dei lavoratori e dei diritti digitali.
Il voto dell’Aula stabilirà ora se la Toscana potrà dotarsi della nuova disciplina regionale sull’intelligenza artificiale. In caso di approvazione definitiva, la fase successiva riguarderà l’attivazione degli organismi previsti e la definizione delle modalità operative per cittadini, imprese e servizi pubblici.
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