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Lingiardi: «One Health è cura delle relazioni»

14/07/2026

Roma, Lingiardi: «One Health è cura delle relazioni»

La salute dell’essere umano non può essere separata da quella degli animali, degli ecosistemi e delle comunità in cui vive. È il messaggio proposto dallo psichiatra e psicoanalista Vittorio Lingiardi, professore di Psicologia dinamica alla Sapienza Università di Roma, nel volume “One Health. Pensare le emergenze del pianeta”, curato insieme a Isabella Saggio ed edito da Il Saggiatore. Nel saggio “One Health, One care”, Lingiardi interpreta la cura come uno stato mentale capace di unire attenzione, responsabilità e preoccupazione per l’ambiente umano e non umano.

La cura come attenzione verso l’intero sistema vivente

Secondo Lingiardi, il significato della parola cura comprende due dimensioni inseparabili: l’accudimento verso ciò che ha valore e la preoccupazione per la sua fragilità. Applicato al paradigma One Health, questo principio porta a riconoscere che il benessere individuale dipende dalle relazioni con le altre persone, con le istituzioni, con gli animali e con il territorio.

Lo psichiatra richiama il concetto di “ambiente non umano”, formulato negli anni Sessanta da Harold Searles, per superare una visione esclusivamente antropocentrica della salute. L’obiettivo non è considerare la natura come una realtà separata, posta attorno all’essere umano, ma riconoscere che persone ed ecosistemi appartengono allo stesso sistema di convivenze.

La crisi climatica, ecologica e geopolitica dovrebbe quindi favorire una maggiore consapevolezza dell’interdipendenza. Lingiardi osserva però una tendenza opposta, segnata dalla chiusura, dalla polarizzazione e dalla difficoltà di costruire risposte condivise tra discipline, comunità e istituzioni.

Negazione e razionalizzazione di fronte alla crisi climatica

La psicologia può aiutare a comprendere perché una parte della società reagisca alle emergenze globali con il negazionismo o con l’inazione. Accanto agli interessi economici collegati allo sfruttamento delle persone e delle risorse ambientali, entrano in gioco diversi meccanismi di difesa utilizzati per contenere l’angoscia.

La negazione permette di comportarsi come se il problema non esistesse. La razionalizzazione costruisce spiegazioni apparentemente coerenti per evitare di agire, sostenendo per esempio che i cambiamenti climatici dipendano esclusivamente da cicli naturali o che le decisioni individuali siano prive di effetti. La proiezione trasferisce invece all’esterno responsabilità e paure che una persona o una comunità non riescono ad affrontare.

A queste dinamiche si aggiunge la sfiducia epistemica, cioè la difficoltà di riconoscere come affidabili le fonti scientifiche e istituzionali. Lingiardi collega il rafforzamento di questa frattura anche alla polarizzazione emersa durante la pandemia, quando il dibattito medico e sociosanitario è stato frequentemente trasformato in uno scontro politico e identitario.

Un ambiente ostile riduce creatività e fiducia

Riprendendo il pensiero dello psicoanalista Donald Winnicott, Lingiardi descrive la creatività come la capacità di incontrare e trasformare la realtà in modo personale. Questa facoltà si sviluppa in uno spazio intermedio tra la vita interiore e il mondo esterno, ma può indebolirsi quando la famiglia, la società o l’ecosistema non offrono condizioni sufficientemente sicure.

Quando l’ambiente viene percepito come instabile o minaccioso, la mente concentra le proprie energie sulla difesa. Diminuisce così la capacità di immaginare, creare significati e progettare il futuro. Le conseguenze possono manifestarsi attraverso isolamento, dipendenza dalle tecnologie, paura delle relazioni, sfiducia nella democrazia e rifiuto delle conoscenze scientifiche.

La protezione passa allora dal riconoscimento di queste dinamiche, dalla coltivazione del pensiero critico e dalla capacità di accogliere la complessità. Lingiardi invita a evitare quella che Christopher Bollas definiva “abbondanza insignificante”: una disponibilità smisurata di strumenti, informazioni e possibilità priva però di obiettivi condivisi e significativi.

Ricostruire il rapporto tra scienza, istituzioni e cittadini

La crisi di fiducia nelle evidenze scientifiche, secondo lo psicoanalista, può avere radici nelle prime esperienze relazionali e nella difficoltà di considerare attendibili le informazioni provenienti dall’esterno. Sul piano collettivo può tradursi in negazionismo, populismo e atteggiamenti di chiusura.

Di fronte a una realtà percepita come eccessivamente complessa, la sfiducia può inoltre trasformarsi nel suo opposto: la credulità verso chi propone soluzioni immediate, certezze assolute e interpretazioni autoritarie. Per contrastare queste tendenze non basta consultare fonti affidabili. Occorre ricostruire relazioni solide tra ricercatori e cittadini, istituzioni e comunità, medici e pazienti.

Il paradigma One Health diventa così una visione scientifica, sociale e politica. La salute psichica viene collegata alla giustizia ambientale, alla qualità dei territori e alla capacità di convivere con la diversità. Per Lingiardi, prendersi cura del pianeta significa riconoscere i legami tra esseri umani, altre specie ed ecosistemi, trasformando la convivenza in una condizione concreta di salute.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.