Toscana, protocollo “Piante di Toscana” per il vivaismo
26/06/2026
Regione Toscana e Associazione Vivaisti Italiani hanno firmato il protocollo “Piante di Toscana”, un’intesa pensata per rafforzare il ruolo del vivaismo come elemento identitario, economico e ambientale della regione. La firma è arrivata alla presenza del presidente Eugenio Giani, del presidente di Avi Vannino Vannucci, della presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi, dell’assessore all’Agricoltura Leonardo Marras, del sottosegretario Bernard Dika e del presidente del Distretto rurale vivaistico ornamentale di Pistoia Francesco Ferrini.
Il vivaismo entra nell’identità produttiva regionale
Il protocollo punta a riconoscere e strutturare il marchio “Piante di Toscana” come segno di qualità, origine e sostenibilità. Il settore vivaistico, radicato soprattutto nell’area pistoiese, rappresenta uno dei comparti agricoli più rilevanti per l’economia toscana e uno dei poli ornamentali più importanti a livello europeo.
La Toscana concentra circa il 40% della produzione vivaistica italiana e si colloca al primo posto nel Paese per valore e specializzazione. Il distretto pistoiese conta circa 1.500 aziende, oltre 3.500 ettari coltivati e migliaia di addetti diretti e indiretti, con una forte vocazione all’export verso più di 60 Paesi.
Il comparto non viene presentato soltanto come filiera produttiva, ma come sistema territoriale capace di generare occupazione, presidio del suolo, manutenzione del paesaggio e valore ambientale. Il Distretto rurale vivaistico ornamentale di Pistoia è stato riconosciuto dalla Regione nel 2006 e riconfermato nel 2019.
Promozione, verde urbano e tutela fitosanitaria
L’intesa tra Regione e Avi si sviluppa su più assi di lavoro. Il primo riguarda la promozione coordinata del marchio “Piante di Toscana”, anche attraverso iniziative di comunicazione e presenza sui mercati internazionali. Un secondo ambito riguarda la diffusione delle infrastrutture verdi e dei progetti di rigenerazione urbana, con l’obiettivo di incoraggiare Comuni ed enti locali a utilizzare il verde come strumento di qualità urbana e mitigazione climatica.
Un capitolo rilevante è dedicato alla tutela fitosanitaria, con attività di prevenzione, monitoraggio e controllo delle avversità in collaborazione con il Servizio Fitosanitario regionale e con il centro Pistoia FitoLab. Il tema assume particolare peso in una filiera esposta alla mobilità internazionale dei materiali vegetali e agli effetti dei cambiamenti climatici.
Il protocollo prevede inoltre investimenti su ricerca, innovazione e formazione professionale, comprese sperimentazioni legate all’intelligenza artificiale. Spazio anche alle buone pratiche già adottate dalle imprese, dall’economia circolare al risparmio idrico, fino al riciclo dei materiali utilizzati nella produzione.
Giani e Marras: una filiera da tutelare e far crescere
Il presidente Giani ha definito la firma il risultato di un lavoro comune e di ascolto, sottolineando la volontà della Regione di rafforzare una filiera che rappresenta uno dei pilastri dell’identità toscana. Per Giani, “Piante di Toscana” richiama una produzione controllata, sostenibile e riconoscibile, con un potenziale ancora ampio soprattutto nell’area pistoiese.
L’assessore Marras ha evidenziato il valore del distretto vivaistico pistoiese come patrimonio del territorio, capace di unire tradizione, competenze, radicamento locale, occupazione e cura del paesaggio. Il sottosegretario Dika ha richiamato il lavoro trasversale svolto dai settori regionali e ha indicato internazionalizzazione, formazione dei giovani, innovazione e tutela fitosanitaria tra i punti su cui accompagnare le imprese.
Saccardi ha ricordato il percorso avviato nella precedente legislatura per comunicare meglio il valore del distretto e le sue possibilità di sviluppo, citando anche i progetti sostenuti dalla Regione e dai fondi europei per ridurre l’uso di sostanze fitosanitarie, limitare il consumo d’acqua e sperimentare il riciclo dei vasi in plastica.
Per Vannucci, il protocollo rappresenta una svolta per un settore che vuole crescere in modo organico, rafforzando qualità, sostenibilità, ricerca e formazione. Ferrini ha parlato di un passaggio storico, perché riconosce al vivaismo una dignità pari a quella delle grandi eccellenze agricole toscane, dall’olio al vino, e apre la strada a un modello replicabile anche per il resto del settore italiano.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.