Toscana, nello Statuto entrano felicità e connettività
10/07/2026
Il diritto al perseguimento della felicità e il diritto alla connettività su tutto il territorio regionale entrano nello Statuto della Toscana. Il Consiglio regionale ha approvato in via definitiva la proposta di legge statutaria, che porta inoltre da otto a nove il numero massimo degli assessori della Giunta. Il provvedimento ha ottenuto i voti favorevoli di Partito democratico, Casa Riformista, Alleanza Verdi e Sinistra e Movimento 5 Stelle; contrari Fratelli d’Italia e Forza Italia.
Approvata la modifica dello Statuto regionale
Il voto è arrivato mercoledì 8 luglio, al termine della seconda lettura prevista dalla Costituzione per le modifiche statutarie. Il testo era tornato all’esame dell’Aula di Palazzo del Pegaso dopo l’intervallo di sei mesi richiesto dalla procedura.
La riforma amplia i principi fondamentali della cosiddetta Carta dei Toscani. Tra questi viene inserito il perseguimento della felicità, inteso dalla maggioranza come un orientamento generale per le politiche regionali, legato all’autorealizzazione, al benessere e alla qualità della vita.
Lo Statuto riconosce anche il diritto alla connettività, con l’obiettivo di affermare la possibilità di accedere alla rete internet in ogni area della Toscana. La proposta era stata avanzata dal Parlamento regionale degli studenti, organismo che nel 2026 celebra venticinque anni di attività.
Il sottosegretario alla presidenza Bernard Dika ha ringraziato il presidente Eugenio Giani per avere accolto l’indicazione degli studenti. La presidente del Consiglio regionale, Stefania Saccardi, ha definito il Parlamento regionale degli studenti un’esperienza di particolare valore nel panorama istituzionale italiano.
La Giunta potrà avere un nono assessore
La terza modifica riguarda la composizione dell’esecutivo regionale. Il numero massimo degli assessori passa da otto a nove, mettendo a disposizione del presidente della Regione una posizione aggiuntiva per la distribuzione delle deleghe.
Giani ha precisato che l’approvazione della norma non comporterà un rimpasto immediato. La nuova possibilità potrà essere utilizzata in futuro, qualora si decida di modificare l’assetto della Giunta.
Il presidente ha spiegato che la riforma si fonda anche sul rafforzamento dell’identità toscana, considerata come patrimonio storico, culturale e valoriale. In questo ambito ha annunciato l’intenzione di proporre la creazione di un’Accademia di Toscana, un centro studi dedicato a ricerche e approfondimenti sull’identità regionale.
Le opposizioni contestano i nuovi diritti
Il dibattito in Aula è stato particolarmente acceso. Matteo Zoppini di Fratelli d’Italia ha criticato l’approvazione a maggioranza, sostenendo che una modifica dello Statuto avrebbe richiesto una condivisione politica più ampia. Zoppini ha inoltre sollevato dubbi sulla possibilità di introdurre a livello regionale diritti individuali già disciplinati dalla Costituzione.
Claudio Gemelli ha definito la connettività un obiettivo ancora distante dalla realtà di numerose aree prive di una copertura adeguata. Sul diritto alla felicità ha osservato che la formulazione assomiglia maggiormente a un auspicio che a una disposizione statutaria. Secondo il consigliere, l’aumento del numero degli assessori potrebbe invece rispondere a esigenze interne alla maggioranza.
Serena Bulleri ha contestato l’effettiva possibilità di tutelare giuridicamente la felicità, mentre Luca Minucci ha chiesto investimenti concreti nelle infrastrutture digitali, richiamando l’assenza di risorse dedicate alla connettività nell’ultima variazione di bilancio.
Vittorio Fantozzi e Marcella Amadio hanno insistito sulla natura personale della felicità, proponendo di parlare piuttosto di benessere e qualità della vita. La capogruppo di Fratelli d’Italia, Chiara La Porta, ha evidenziato il divario tra il riconoscimento formale della connettività e la presenza di numerose zone bianche nelle quali il segnale continua a essere insufficiente o assente.
Tomasi chiede una revisione condivisa della Carta
Il portavoce dell’opposizione Alessandro Tomasi ha proposto l’apertura di un tavolo tra tutte le forze politiche per una revisione complessiva dello Statuto. Ha inoltre criticato la scelta di introdurre il nono assessore, sostenendo che le deleghe potrebbero essere distribuite diversamente tra gli attuali componenti della Giunta.
Tomasi ha collegato il confronto statutario anche alle difficoltà della sanità toscana, chiedendo la rapida nomina del presidente della commissione Sanità. Marco Stella di Forza Italia ha motivato il voto contrario richiamando le liste d’attesa, le crisi industriali e le infrastrutture ancora ferme, ritenute questioni prioritarie rispetto ai nuovi principi inseriti nella Carta.
Dai banchi della maggioranza, Simona Querci del Partito democratico ha respinto la lettura del diritto alla felicità come uno slogan. La consigliera lo ha indicato come un riferimento alla possibilità di autorealizzazione e come un orientamento per l’azione amministrativa della Regione.
Giani ha difeso la riforma spiegando che il perseguimento della felicità non viene inteso come pretesa individuale garantita dall’ente, ma come principio di interesse generale. Il diritto alla connettività, secondo il presidente, riconosce invece la centralità di internet, dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie digitali nella vita economica e sociale della Toscana.
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