Monsummano Terme, acque nere e pesci morti nel fosso Candalla
03/08/2026
Acque nere, schiuma, cattivi odori e numerosi pesci morti sono stati rilevati nel fosso Candalla, nel territorio comunale di Monsummano Terme. Il personale del Dipartimento Arpat di Pistoia è tornato nell’area il 29 e 30 luglio, dopo una nuova segnalazione e il primo sopralluogo effettuato il 27 luglio. Le verifiche hanno permesso di individuare, in una fossa campestre situata a monte del corso d’acqua, uno sversamento di materiale scuro, oleoso e caratterizzato da un odore riconducibile alla lavorazione delle olive.
Materiale nero individuato in una fossa a monte
Durante gli accertamenti, i tecnici hanno riscontrato la presenza del materiale anche in un fossato collegato alla fossa campestre. Le ispezioni sono state quindi estese lungo il Candalla per verificare la diffusione della contaminazione e le conseguenze sull’ecosistema acquatico.
Rispetto alla situazione osservata il 27 luglio, il quadro appariva nettamente peggiorato. In diversi punti del fosso l’acqua aveva assunto una colorazione nera ed erano presenti schiuma, odori intensi e carcasse di fauna ittica. Gli operatori hanno eseguito misurazioni direttamente sul posto, rilevando concentrazioni di ossigeno disciolto estremamente ridotte.
I valori riscontrati sono stati giudicati incompatibili con la sopravvivenza della maggior parte dei pesci. La moria sarebbe legata a un elevato carico di sostanza organica presente nell’acqua: durante il processo di degradazione, i microrganismi consumano grandi quantità di ossigeno, sottraendolo alla fauna acquatica.
Caldo e scarsa portata hanno aggravato il fenomeno
Le elevate temperature registrate nel periodo e la ridotta quantità d’acqua nel fosso avrebbero contribuito ad aggravare gli effetti della contaminazione. In un corso d’acqua con una portata limitata, infatti, le sostanze immesse vengono diluite con maggiore difficoltà e il recupero dei livelli di ossigeno avviene più lentamente.
Il sopralluogo del 30 luglio ha confermato la persistenza delle condizioni critiche nei tratti maggiormente interessati. Le acque continuavano a presentare caratteristiche anomale e concentrazioni di ossigeno ancora insufficienti per garantire condizioni favorevoli alla fauna ittica.
Il confronto con le misurazioni effettuate il giorno precedente ha comunque evidenziato un lieve aumento dell’ossigeno disciolto in alcuni punti. Il dato viene interpretato come il possibile avvio di un processo naturale di riossigenazione, anche se i livelli rimanevano ancora critici.
Condizioni migliori verso il Padule di Fucecchio
Nei settori più a valle, procedendo in direzione del Padule di Fucecchio, i tecnici hanno osservato un graduale miglioramento. Le acque mostravano caratteristiche progressivamente più vicine a quelle normali di un corso superficiale e risultava nuovamente presente fauna ittica viva.
La differenza tra i tratti contaminati e quelli più lontani dal punto dello sversamento indica una progressiva attenuazione del fenomeno lungo il percorso dell’acqua. Restano tuttavia da valutare gli effetti prodotti sull’ambiente e l’eventuale presenza di residui nei sedimenti o nelle aree collegate al fosso.
Chiesta la rimozione delle carcasse dei pesci
Alla luce delle condizioni riscontrate, Arpat ha chiesto al Comune di Monsummano Terme di provvedere rapidamente alla rimozione delle carcasse presenti nei tratti interessati. L’intervento è necessario per evitare ulteriori processi di decomposizione, cattivi odori e un nuovo consumo di ossigeno nell’acqua.
Le indagini proseguono per ricostruire con precisione l’origine dello sversamento, individuarne la provenienza e verificare eventuali responsabilità. Gli accertamenti dovranno chiarire anche la quantità del materiale finito nel sistema di fossi e il collegamento tra il punto individuato a monte e la moria registrata lungo il Candalla.
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