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Fmi taglia le stime: Italia cresce dello 0,5% nel 2026

15/04/2026

Fmi taglia le stime: Italia cresce dello 0,5% nel 2026

Le tensioni geopolitiche internazionali continuano a pesare sulle prospettive economiche globali e nazionali. Il Fondo Monetario Internazionale, nell’ultimo aggiornamento del World Economic Outlook, ha rivisto al ribasso le stime di crescita dell’Italia, portandole allo 0,5% per il 2026 e il 2027, con una riduzione di 0,2 punti percentuali rispetto alle previsioni di gennaio.

Il rallentamento si inserisce in un contesto più ampio, segnato dalle incertezze legate alla guerra in Medio Oriente e dalle conseguenze sui mercati energetici e sulle catene di approvvigionamento.

Europa in rallentamento, Spagna in controtendenza

La revisione delle stime riguarda l’intero scenario europeo. La Germania è attesa crescere dello 0,8% nel 2026 e dell’1,2% nel 2027, con un taglio di 0,3 punti percentuali per entrambi gli anni. La Francia si attesta allo 0,9% in entrambi gli anni, mentre il Regno Unito registra una crescita dello 0,8% nel 2026 e dell’1,3% nel 2027, con revisioni più marcate al ribasso.

In controtendenza la Spagna, che mantiene ritmi più sostenuti con un +2,1% nel 2026 e +1,8% nel 2027, pur con lievi correzioni negative.

Scenario globale tra incertezza e rischio rallentamento

A livello globale, il FMI prevede una crescita del 3,1% nel 2026, in calo di 0,2 punti rispetto alle stime precedenti, assumendo uno scenario di conflitto limitato nel tempo e negli effetti. Per il 2027 la crescita si attesterebbe al 3,2%.

Tuttavia, in scenari più critici, il rallentamento potrebbe essere più marcato: in caso di shock energetici più persistenti, la crescita globale scenderebbe al 2,5%, mentre nello scenario peggiore potrebbe avvicinarsi al 2%, soglia che storicamente coincide con fasi prossime alla recessione globale.

Energia e inflazione al centro delle preoccupazioni

Gran parte dell’impatto sulle prospettive economiche deriva dall’andamento dei prezzi dell’energia, che incidono sia sulla crescita sia sull’inflazione. Il FMI prevede un aumento dell’inflazione globale al 4,4% nel 2026, con una successiva discesa al 3,7% nel 2027.

In uno scenario più avverso, caratterizzato da ulteriori tensioni sui mercati energetici, l’inflazione potrebbe salire oltre il 5%, mentre la crescita subirebbe un ulteriore rallentamento. Eventuali danni alle infrastrutture energetiche nelle aree di conflitto amplificherebbero questi effetti, con ripercussioni diffuse sull’economia globale.

Il quadro delineato dal Fondo Monetario evidenzia quindi una fase di fragilità, in cui la stabilità dei mercati resta strettamente legata all’evoluzione del contesto geopolitico e alla capacità dei sistemi economici di assorbire nuovi shock.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.