Confesercenti: “Difendere consumi e imprese dal caro energia”, l’appello dopo la relazione di Bankitalia
01/06/2026
La crescita dell’economia italiana resta frenata dalla debolezza della domanda interna e dalle nuove tensioni internazionali che rischiano di alimentare inflazione e rincari energetici. È questa la principale preoccupazione espressa da Confesercenti dopo la presentazione delle Considerazioni finali del Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, che ha tracciato un quadro complesso dell’attuale situazione economica nazionale ed europea.
A commentare la relazione è stato il presidente nazionale di Confesercenti, Nico Gronchi, che ha condiviso l’analisi di Bankitalia sui progressi registrati dall’Italia negli ultimi anni sul fronte degli investimenti, dell’occupazione e della credibilità sui mercati internazionali, evidenziando però i rischi legati all’attuale scenario geopolitico.
Le preoccupazioni per energia e inflazione
Secondo Confesercenti, particolare attenzione deve essere rivolta alle conseguenze economiche del conflitto nell’area del Golfo e al conseguente aumento dei prezzi dell’energia, elementi che potrebbero avere ripercussioni significative sulla crescita dell’economia italiana ed europea.
Gronchi ha sottolineato come il deterioramento delle aspettative economiche e le tensioni sui mercati energetici possano incidere direttamente sul potere d’acquisto delle famiglie e sulla capacità di spesa, con effetti negativi sui consumi interni.
Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda la possibilità di un nuovo rialzo dei tassi d’interesse. Secondo il presidente di Confesercenti, un aumento del costo del denaro rischierebbe di aggravare un contesto già reso più difficile dalla ripresa dell’inflazione.
Le stime preliminari diffuse dall’Istat indicano infatti che a maggio l’inflazione è salita al 3,2%, rispetto al 2,7% registrato ad aprile. A trainare l’aumento sono stati soprattutto i rincari degli energetici non regolamentati, cresciuti del 12,6%, e quelli regolamentati, aumentati del 5,8%.
Occupazione in crescita, ma pesa il calo dei giovani
Più incoraggianti appaiono invece i dati relativi al mercato del lavoro. Ad aprile gli occupati in Italia hanno raggiunto quota 24 milioni e 337 mila, il livello più alto mai registrato, con un incremento di 123 mila unità rispetto ai mesi precedenti.
Un risultato che, secondo Confesercenti, conferma la capacità del sistema produttivo di continuare a creare lavoro nonostante le difficoltà del contesto economico.
Accanto a questo dato positivo emerge però una criticità strutturale. La crescita dell’occupazione si concentra prevalentemente nella fascia tra i 25 e i 34 anni e tra gli over 50, mentre torna a diminuire il numero degli occupati tra i 15 e i 24 anni.
Una dinamica che evidenzia il progressivo invecchiamento della forza lavoro e che, secondo l’associazione di categoria, rende necessario investire maggiormente nella formazione e nell’inserimento professionale delle nuove generazioni.
Le richieste per commercio, turismo e servizi
Confesercenti lancia quindi un appello alle istituzioni affinché vengano adottate misure capaci di contenere l’impatto del caro energia sulle piccole e medie imprese del commercio, del turismo e dei servizi, comparti particolarmente esposti alle oscillazioni dei costi energetici.
Tra le priorità indicate dall’associazione figurano interventi a sostegno del potere d’acquisto delle famiglie e una riduzione della pressione fiscale sulle imprese, considerati strumenti indispensabili per sostenere la domanda interna.
Per Confesercenti, infatti, la ripresa dei consumi rappresenta ancora il principale motore della crescita economica nazionale e la leva più efficace per garantire sviluppo e occupazione nei prossimi mesi.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to