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Firenze, inaugurata la Casa di comunità D’Annunzio

02/07/2026

Firenze, inaugurata la Casa di comunità D’Annunzio

È stata inaugurata a Firenze la Casa di comunità D’Annunzio, il nuovo presidio sanitario territoriale di via D’Annunzio pensato per riunire medici di famiglia, pediatri, specialisti, diagnostica di base e servizi sociosanitari. La struttura, attiva per rispondere ai bisogni di salute dei cittadini, è una delle tre Case di comunità cittadine, sulle otto previste, aperte 24 ore su 24 e sette giorni su sette.

Un presidio per 88.500 abitanti del Quartiere 2

La Casa di comunità D’Annunzio si rivolge in primo luogo agli 88.500 abitanti del Quartiere 2. Da giugno sono già operativi nove medici di medicina generale, ai quali si affiancano tre pediatri di libera scelta presenti nella struttura. L’obiettivo è offrire ai cittadini un punto di accesso diretto per bisogni sanitari ordinari, cronicità, emergenze minori e percorsi di presa in carico integrata.

All’inaugurazione del 1 luglio hanno partecipato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, l’assessora regionale al diritto alla salute e alle politiche sociali Monia Monni, la sindaca di Firenze Sara Funaro, il direttore generale dell’Asl Toscana Centro Valerio Mari, il presidente della Società della salute di Firenze Nicola Paulesu e il consigliere regionale Andrea Vannucci.

Due edifici, ambulatori specialistici e punto prelievi

La struttura si sviluppa su due edifici e due piani, per una superficie complessiva di 4.610 metri quadrati. Nell’edificio che si affaccia su via D’Annunzio si trovano gli ambulatori oculistici e di medicina generale, il Punto di intervento rapido, il Pua per la presa in carico dei bisogni sociosanitari e gli ambulatori specialistici. Al primo piano sono collocati gli uffici amministrativi, la direzione, la neuropsichiatria infantile e i servizi sociali.

L’edificio sul retro, con accesso da via dell’Arcolaio, ospita al piano terra gli ambulatori per i prelievi, l’accettazione, gli spazi del Serd, il Cup, la radiologia, la continuità assistenziale e gli spogliatoi del personale. Al primo piano sono presenti gli ambulatori di ginecologia e ostetricia e quelli pediatrici. Per la riqualificazione e l’organizzazione degli spazi sono stati investiti 1 milione e 220 mila euro.

Medici, specialisti e servizi sociali nello stesso percorso

Nella Casa di comunità i cittadini potranno rivolgersi al proprio medico di famiglia, a un altro medico presente in sostituzione, a uno specialista o a un infermiere. I professionisti potranno confrontarsi tra loro, favorendo percorsi di cura coordinati e una presa in carico più rapida.

Sono previsti il punto prelievi e la raccolta dei campioni per gli screening del colon retto, del tumore della cervice uterina e della mammella. Le attività specialistiche comprendono, tra le altre, visite cardiologiche, chirurgia generale, geriatria, ginecologia e ostetricia, medicina legale, neuropsichiatria infantile e oculistica. Saranno inoltre disponibili esami di diagnostica di base, attività amministrative, Consultorio, Centro di salute mentale e Servizio sociale.

Giani ha collegato l’apertura al lavoro svolto dalla Regione sull’utilizzo dei fondi Pnrr e sul coinvolgimento dei medici di famiglia. Monni ha indicato le Case di comunità come nuove porte di accesso al sistema sanitario, utili anche per ridurre la pressione sui pronto soccorso. Funaro ha definito il presidio un riferimento fondamentale per il Quartiere 2, mentre Mari ha sottolineato il valore dell’integrazione tra servizi sanitari, sociosanitari e amministrativi.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.