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Firenze, finti poliziotti truffano anziana: due arresti

09/07/2026

Firenze, finti poliziotti truffano anziana: due arresti

Due cittadini italiani di 26 e 49 anni sono stati arrestati dalla Polizia di Stato a Firenze con l’accusa di truffa aggravata, possesso di documenti di identificazione falsi e possesso di segni distintivi contraffatti. La coppia è stata fermata dagli agenti della Squadra Mobile subito dopo essere uscita da un’abitazione di via Pisana, dove una donna di 79 anni era stata raggirata con la tecnica del finto poliziotto.

La telefonata del falso agente della Questura

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la vittima era stata contattata telefonicamente da un uomo che si sarebbe presentato come poliziotto della Questura di Firenze. Il sedicente agente le avrebbe riferito di una rapina in gioielleria, sostenendo che i responsabili si erano allontanati con un’auto le cui targhe risultavano intestate alla donna.

Durante la chiamata, il falso poliziotto avrebbe avvertito la 79enne e il figlio, presente in casa, che due agenti si sarebbero presentati nell’abitazione per confrontare i gioielli custoditi dalla famiglia con quelli sottratti durante la rapina. Per rendere credibile il racconto, avrebbe fornito anche nomi e matricole dei presunti operatori.

Il controllo della Squadra Mobile in via Pisana

La Squadra Mobile era già al lavoro su un precedente episodio di truffa e aveva individuato la probabile auto utilizzata per raggiungere l’abitazione di un’altra vittima. Il veicolo è stato rintracciato parcheggiato in centro durante servizi mirati di controllo del territorio.

Gli agenti hanno osservato due uomini salire a bordo dell’auto e ne hanno seguito gli spostamenti fino a via Pisana. Qui la coppia ha parcheggiato, raggiunto un’abitazione ed è entrata nello stabile. All’uscita, i poliziotti sono intervenuti immediatamente, bloccando i due sospettati.

Sequestrati documenti falsi e tesserini con logo della Polizia

Durante il controllo, i due uomini sono stati trovati in possesso di diversi monili per un valore complessivo stimato in circa 12.000 euro. I gioielli sono stati poi restituiti alle persone truffate.

Gli agenti hanno inoltre rinvenuto documenti di identità con nomi falsi ma con le fotografie dei due fermati, insieme a tesserini di riconoscimento riportanti il logo della Polizia di Stato. Elementi che, secondo gli investigatori, sarebbero stati utilizzati per rafforzare la messinscena e convincere le vittime ad aprire la porta di casa.

Custodia cautelare in carcere a Sollicciano

Il 26enne e il 49enne, entrambi con precedenti anche specifici, sono stati accompagnati nella casa circondariale di Sollicciano su disposizione dell’Autorità giudiziaria. Dopo l’udienza di convalida, nei loro confronti è stata applicata la misura della custodia cautelare in carcere.

Proseguono gli accertamenti della Squadra Mobile per verificare se la stessa coppia possa essere collegata anche al precedente episodio di truffa che aveva dato origine all’indagine. Le responsabilità degli indagati e la fondatezza delle accuse dovranno essere accertate nel processo, nel rispetto della presunzione di innocenza.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to