Caro energia, Confesercenti: “Per il terziario costi in aumento di 3 miliardi l’anno”
25/05/2026
Bollette ancora lontane dai livelli pre-Covid e costi energetici che continuano a pesare sui bilanci delle imprese del commercio, della ristorazione e del turismo. Secondo Confesercenti, nel 2026 il rincaro di elettricità e gas potrebbe tradursi per il terziario italiano in una spesa aggiuntiva di circa 3 miliardi di euro all’anno rispetto al 2019.
La stima elaborata dall’associazione prende in considerazione bar, ristoranti, alberghi, supermercati ed esercizi alimentari, calcolando l’impatto dei rincari energetici registrati negli ultimi anni sulla base dei dati Istat e Arera.
Ristoranti e hotel tra le attività più colpite
I dati diffusi da Confesercenti mostrano incrementi significativi soprattutto per le attività legate all’accoglienza e alla ristorazione. Un ristorante, secondo le elaborazioni dell’associazione, sarebbe passato da una spesa annua per il gas di circa 4.900 euro nel 2019 a oltre 7.500 euro nel 2026, con un aumento del 53%.
Per quanto riguarda l’energia elettrica, il costo medio annuale sarebbe salito da 9mila a 11.300 euro, pari a un incremento del 25,6%.
Ancora più pesante l’impatto sugli alberghi. Una struttura da trenta camere, sempre secondo le stime di Confesercenti, oggi spenderebbe circa 9.600 euro all’anno per il gas contro i 6.150 euro di sette anni fa, mentre la bolletta elettrica sarebbe passata da 26.400 a 33.600 euro.
“Le misure adottate restano emergenziali”
Il presidente nazionale di Confesercenti Nico Gronchi sottolinea come il caro energia continui a rappresentare un problema strutturale per le imprese del terziario, già alle prese con l’aumento dei costi del lavoro, degli affitti e dell’inflazione.
Secondo Gronchi, dopo i picchi registrati nel 2023 i prezzi hanno subito un parziale ridimensionamento, ma le bollette restano comunque attestate su livelli mediamente superiori del 40% rispetto al periodo precedente alla pandemia.
Confesercenti riconosce gli interventi introdotti attraverso i decreti bollette, in particolare quelli relativi agli oneri di sistema che incidono per oltre il 20% sulla bolletta elettrica delle imprese, ma ritiene insufficiente l’effetto delle misure adottate finora.
La richiesta di interventi permanenti
Per l’associazione di categoria la riduzione attesa delle bollette nel 2026 sarebbe limitata a circa il 2% per le imprese del terziario, dato considerato troppo contenuto rispetto all’aumento accumulato negli ultimi anni.
Da qui la richiesta al Governo di introdurre strumenti strutturali e permanenti, con particolare attenzione alla riduzione della componente fiscale e degli oneri che gravano sui costi di gas ed elettricità.
Secondo Confesercenti, un intervento stabile sulle bollette rappresenterebbe la misura più immediata per sostenere le attività economiche senza attendere gli effetti di lungo periodo della transizione energetica.
Articolo Precedente
TI Link, Confesercenti Grosseto: “La transizione energetica va condivisa con il territorio”
Articolo Successivo
Turismo organizzato, Assoviaggi: “Serve fiducia per sostenere il settore”
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.