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Acqua e clima, Borgomeo: città da ripensare contro siccità e alluvioni

29/09/2026

Acqua e clima, Borgomeo: città da ripensare contro siccità e alluvioni

Trattenere l’acqua nelle città, favorire la ricarica delle falde, riutilizzare le acque reflue e investire su infrastrutture capaci di affrontare siccità, piogge intense e ondate di calore. Sono alcuni dei temi affrontati da Edoardo Borgomeo, professore associato di gestione delle risorse idriche all’Università di Cambridge, nell’intervista pubblicata il 28 settembre 2026 per la rubrica “Dialoghi con l’autore e l’autrice”, dedicata al suo libro “Oro blu. Storie di acqua e cambiamento climatico”.

Città più capaci di trattenere l’acqua

Secondo Borgomeo, l’adattamento climatico delle aree urbane passa dalla capacità di affrontare contemporaneamente il rischio di alluvioni, la scarsità idrica e l’aumento delle temperature. Molte città europee e italiane sono state progettate in epoche nelle quali questi problemi avevano caratteristiche differenti e una densità abitativa inferiore.

Il modello urbano tradizionale tende a utilizzare l’acqua e ad allontanarla rapidamente attraverso reti e infrastrutture. Per il ricercatore è necessario modificare questa impostazione, cercando invece di trattenere l’acqua sul territorio, favorire l’accumulo nelle falde e utilizzare la vegetazione per attenuare gli effetti delle ondate di calore.

Esperienze come quelle sviluppate nei Paesi Bassi mostrano che una pianificazione urbana capace di lasciare spazio all’acqua è tecnicamente possibile. Il problema riguarda però anche la complessità degli interventi: modificare infrastrutture, viabilità e reti sotterranee può generare disagi prolungati e resistenze da parte dei cittadini.

L’acqua come bene sociale e politico

Il tema non riguarda esclusivamente l’ingegneria. Borgomeo richiama anche la dimensione sociale dell’acqua, descrivendola come uno strumento attraverso il quale discutere di gestione dei beni comuni, paesaggio, distribuzione delle risorse e futuro delle città.

Nell’intervista viene citata l’esperienza di Danilo Dolci in Sicilia, dove la gestione dell’acqua viene letta anche attraverso il rapporto tra partecipazione, comunità e contrasto alle dinamiche di potere. Il punto centrale riguarda la differenza tra valore e prezzo: l’acqua è indispensabile alla vita, ma il prezzo pagato dagli utenti riflette soprattutto i costi necessari per captarla, trattarla, controllarla e distribuirla.

Acqua in bottiglia e costi ambientali

Un altro passaggio riguarda il consumo di acqua imbottigliata. Per Borgomeo vietare semplicemente l’utilizzo delle bottiglie non sarebbe una soluzione efficace. La questione dovrebbe essere affrontata facendo emergere maggiormente nel prezzo i costi ambientali associati alla produzione dei contenitori, al consumo di energia, alle emissioni e allo smaltimento.

La riflessione si collega alla necessità di rendere più consapevoli i consumatori rispetto all’impatto complessivo delle proprie scelte e alla differenza tra il costo immediatamente percepito e quello ambientale generato lungo l’intero ciclo di vita del prodotto.

Acque reflue, una risorsa da recuperare

Particolare attenzione viene dedicata anche alle acque reflue. Borgomeo sottolinea il ruolo delle reti fognarie e degli impianti di depurazione sia nella tutela della salute pubblica sia nella protezione degli ecosistemi.

Il riutilizzo delle acque depurate, soprattutto a scopo irriguo, viene indicato come una delle direzioni verso cui si stanno muovendo l’Unione europea e l’Italia. Per ampliare queste possibilità sarà però necessario modernizzare una parte degli impianti di depurazione esistenti, perché i trattamenti destinati al riuso richiedono standard più complessi rispetto alla semplice depurazione prima dello scarico.

Il problema assume caratteristiche ancora più gravi nei Paesi dove mancano infrastrutture adeguate: l’assenza di sistemi di trattamento delle acque può infatti tradursi in conseguenze sanitarie e ambientali molto pesanti.

Informazione e scuola per cambiare i comportamenti

Per aumentare la consapevolezza, Borgomeo propone strumenti differenti da utilizzare insieme: informazioni più dettagliate sui consumi, applicazioni capaci di mostrare quanta acqua viene utilizzata, un rapporto più leggibile tra consumo e prezzo e un lavoro educativo che inizi dalla scuola.

Educazione civica, comunicazione, iniziative culturali e strumenti digitali possono contribuire a modificare il rapporto quotidiano con la risorsa idrica e a costruire quella che il ricercatore definisce una cultura più “idrofila”, fondata sulla convivenza con l’acqua anziché sul tentativo di allontanarla o considerarla soltanto una risorsa da consumare.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to