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Toscana, acque sotterranee: 40 corpi idrici su 61 in stato buono

23/09/2026

Toscana, acque sotterranee: 40 corpi idrici su 61 in stato buono

Quaranta corpi idrici sotterranei su 61 monitorati in Toscana rientrano in una delle tre categorie riconducibili allo stato chimico “Buono”, mentre circa un terzo presenta una classificazione “Scarso”. È il quadro che emerge dal rapporto ARPAT relativo al triennio 2022-2024, elaborato nell’ambito del ciclo di monitoraggio 2022-2027. Le acque sotterranee regionali rappresentano una risorsa utilizzata soprattutto da agricoltura e industria, oltre che per impieghi idropotabili.

Oltre 109mila analisi nel programma di monitoraggio

Il programma ha interessato complessivamente 61 corpi idrici e 403 stazioni, con 1.016 campioni e 109.432 analisi. Dei corpi idrici esaminati, 44 sono classificati a rischio di non raggiungere gli obiettivi ambientali previsti dalla normativa, mentre 17 sono considerati non a rischio. Per i primi viene applicato un monitoraggio operativo annuale sui parametri critici; per gli altri è previsto principalmente il monitoraggio di sorveglianza.

Il confronto con il precedente triennio 2019-2021 restituisce una situazione definita sostanzialmente stabile. I corpi idrici in stato “Scarso” sono scesi dal 35% al 33%, quelli classificati “Buono” in senso assoluto sono passati dal 14% al 12%, mentre il “Buono scarso localmente” è rimasto al 45%. Sale invece dal 6% al 10% la quota classificata “Buono con fondo naturale”.

Nitrati, solventi, pesticidi e metalli tra le criticità

Tra i principali contaminanti rilevati figurano solventi clorurati di origine industriale, pesticidi, idrocarburi, metalli e sostanze collegate alle attività agricole. Nella Piana di Prato, per esempio, tetracloroetilene e tricloroetilene contribuiscono alla classificazione negativa del corpo idrico, mentre in alcune aree sono state rilevate sostanze come imidacloprid e AMPA, metabolita del glifosate.

ARPAT segnala inoltre la presenza di PFOS nel corpo idrico Carbonatico Metamorfico delle Alpi Apuane, classificato complessivamente come buono ma scarso localmente. Sono in corso approfondimenti conoscitivi sui PFAS a livello regionale.

I nitrati restano tra gli inquinanti di origine agricola più diffusi. Il report evidenzia però un andamento in diminuzione statisticamente significativo in circa due terzi dei corpi idrici monitorati. Tra i metalli, l’arsenico determina criticità in aree come Gavorrano e le Colline Metallifere, mentre ferro e manganese possono essere presenti anche per caratteristiche naturali della geologia toscana.

Grossetano, attenzione ad Argentario, Albegna e Gavorrano

Il rapporto dedica particolare attenzione anche alla costa grossetana. Le aree costiere risultano esposte a fenomeni di salinizzazione e intrusione marina, con valori di sodio, cloruro e conduttività utilizzati come indicatori delle pressioni sulla risorsa idrica.

Nel corpo idrico Carbonatico dell’Argentario e Orbetello viene registrato un peggioramento rispetto al precedente triennio: la classificazione passa da buona a scarsa per la presenza di solfato. ARPAT precisa tuttavia che il precedente giudizio positivo era basato su analisi effettuate nel solo 2020. Nella Pianura dell’Albegna sono invece segnalati boro, cloruro e conduttività.

Criticità interessano anche le Colline Metallifere. Il Carbonatico di Gavorrano risulta in stato scarso a causa dell’arsenico, mentre nella zona Le Cornate-Boccheggiano-Montemurlo la classificazione negativa è collegata alla presenza di arsenico e benzo[a]pirene.

Sette corpi idrici rispettano pienamente gli standard

Nel complesso, 40 dei 61 corpi idrici monitorati rientrano comunque nelle tre categorie considerate favorevoli. Sette sono classificati in stato chimico “Buono” assoluto e rispettano gli standard di qualità in tutte le stazioni di campionamento. Altri sei sono classificati “Buono con fondo naturale”, situazione nella quale gli eventuali superamenti sono attribuiti a sostanze naturalmente presenti nella geologia locale e non a contaminazione antropica.

La categoria più numerosa è quella “Buono scarso localmente”, che comprende 27 corpi idrici, pari al 45% del totale. In questi casi sono presenti criticità in alcune stazioni, ma la loro estensione non supera il 20% del corpo idrico complessivo e permette quindi di mantenere una classificazione generale favorevole.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.