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Prato, distretto tessile in affanno: gas +130%, elettricità +86%

22/09/2026

Prato, distretto tessile in affanno: gas +130%, elettricità +86%

Il gas è aumentato di circa il 130% in sette mesi, mentre il costo dell’energia elettrica è cresciuto dell’86%: numeri che stanno mettendo sotto pressione il distretto tessile pratese, già alle prese con una domanda debole e margini ridotti. CNA Toscana Centro lancia l’allarme sulle conseguenze per l’intera filiera, con particolare attenzione alle piccole imprese e ai contoterzisti. Tra le attività maggiormente esposte figurano rifinizioni e tintorie, caratterizzate da consumi elevati e spesso escluse dalle agevolazioni riservate alle aziende classificate come energivore.

Gas da 35 a 80 euro al megawattora in sette mesi

Secondo i dati richiamati da CNA Toscana Centro, il prezzo medio del gas è passato dai 35 euro al megawattora di febbraio agli oltre 55 euro di giugno, fino agli attuali 80 euro. L’incremento nell’arco di sette mesi raggiunge così circa il 130%.

La dinamica dell’energia elettrica segue una traiettoria analoga. Dai 114 euro al megawattora registrati a febbraio si è arrivati a 212 euro, con una crescita dell’86%. L’impatto diventa particolarmente pesante per le lavorazioni industriali nelle quali energia e gas rappresentano una quota rilevante dei costi di produzione.

Il problema riguarda soprattutto le aziende di dimensioni contenute che, pur utilizzando grandi quantità di energia rispetto alla propria attività, non raggiungono le soglie richieste per beneficiare degli strumenti destinati alle imprese energivore. Il risultato è una maggiore esposizione agli aumenti dei prezzi, difficile da assorbire in una fase caratterizzata anche dal rallentamento degli ordinativi.

Rifinizioni e tintorie tra le imprese più esposte

Francesco Viti, presidente dell’Area Pratese di CNA Toscana Centro, descrive una situazione particolarmente delicata per il mondo dei contoterzisti. La differenza rispetto alla crisi energetica del 2022, secondo CNA, riguarda soprattutto il livello della domanda: allora il mercato manteneva volumi elevati, mentre oggi le imprese devono gestire gli stessi aumenti in presenza di un’attività più debole.

Rifinizioni e tintorie risultano tra le categorie maggiormente penalizzate perché utilizzano quantità significative sia di elettricità sia di gas. Una parte di queste aziende ha già investito in impianti fotovoltaici e interventi di efficientamento, ma l’aumento delle bollette continua a incidere sui bilanci.

CNA segnala inoltre che dall’inizio dell’anno sono state registrate chiusure di piccole imprese incapaci di sostenere il livello raggiunto dai costi. La difficoltà di trasferire integralmente gli aumenti sui clienti finali rende ancora più ristretto lo spazio disponibile per recuperare redditività.

Mercato debole, materie prime e credito aggravano il quadro

Il caro energia si inserisce in una fase già complessa per il comparto moda. Luca Benedetti, presidente di Federmoda CNA Toscana Centro, richiama infatti una combinazione di fattori che comprende rallentamento della domanda, rincari delle materie prime e difficoltà di accesso al credito.

Il rischio indicato dall’associazione è una progressiva perdita di competitività per una filiera fortemente radicata nel territorio pratese e composta da un numero elevato di piccole realtà specializzate. La riduzione dei margini può avere conseguenze dirette anche sugli investimenti necessari per innovazione, digitalizzazione e transizione energetica.

Il contesto attuale arriva dopo gli interventi sostenuti con i 10 milioni di euro previsti dalla Legge di Bilancio 2022 per il rilancio del distretto tessile pratese nella fase successiva alla pandemia. Quelle risorse avevano sostenuto progetti su sostenibilità, innovazione e trasformazione digitale, mentre oggi le aziende devono confrontarsi con una nuova pressione sui costi operativi.

CNA chiede energia sostenibile e credito più accessibile

La questione finanziaria rappresenta un ulteriore elemento di preoccupazione. Secondo il presidente nazionale di CNA, Dario Costantini, alle tensioni sui prezzi dell’energia si è aggiunto da giugno anche l’aumento del costo del denaro, con effetti sulla capacità delle piccole imprese di finanziare nuovi investimenti.

CNA chiede quindi strumenti che consentano alle aziende di operare con maggiore stabilità: credito accessibile, costi energetici sostenibili, sistemi di garanzia efficienti e misure strutturali rivolte anche alle imprese che non rientrano nelle categorie energivore.

Per il distretto di Prato la priorità è evitare che la combinazione tra mercato debole e costi elevati produca ulteriori chiusure, soprattutto nei segmenti della filiera dove le lavorazioni richiedono consumi energetici più intensi. L’associazione sollecita interventi capaci di preservare competenze, occupazione e capacità produttiva, sostenendo allo stesso tempo gli investimenti già avviati dalle aziende nella transizione energetica e digitale.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.