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Peste suina africana, primo caso domestico in Toscana

29/06/2026

Peste suina africana, primo caso domestico in Toscana

Comano – È stato confermato in Lunigiana il primo caso di peste suina africana in Toscana su un suino domestico. La positività al virus è stata accertata venerdì 26 giugno dal Cerep, il Centro di referenza nazionale per le pesti suine, dopo le analisi effettuate sulla carcassa di un animale morto in un allevamento commerciale nel comune di Comano, in provincia di Massa Carrara.

Il focolaio scoperto durante una visita sanitaria

Il caso è emerso nel corso di una visita sanitaria di routine condotta dai servizi veterinari dell’Asl Toscana Nord Ovest. Al momento dell’accesso nell’allevamento, il veterinario ha riscontrato il decesso di un capo, avvenuto poche ore prima. Sono quindi scattate immediatamente le procedure previste, con il prelievo dei campioni ufficiali e l’invio all’Istituto zooprofilattico sperimentale del Lazio e della Toscana.

La conferma della positività ha attivato il percorso previsto dalla normativa nazionale ed europea per la gestione dei focolai di peste suina africana. Le autorità sanitarie hanno avviato le misure di contenimento e controllo, con l’obiettivo di circoscrivere il rischio di diffusione del virus e proteggere il patrimonio zootecnico dell’area.

Unità di crisi e misure sul territorio

Nella stessa giornata si è riunita l’unità di crisi centrale, convocata dal Ministero della Salute in coordinamento con la struttura commissariale per la peste suina africana. Il confronto ha definito le misure operative da applicare per il contenimento e l’eradicazione del focolaio individuato in Lunigiana.

Sono già state individuate le zone di protezione e sorveglianza attorno all’allevamento interessato. Le misure prevedono il rafforzamento della sorveglianza attiva e passiva, oltre all’attivazione delle procedure di controllo sul territorio. L’intervento viene seguito in raccordo tra Regione Toscana, Asl, Ministero della Salute e commissario straordinario per la peste suina africana.

La gestione del caso richiede un monitoraggio serrato, soprattutto in un’area dove la presenza di suini domestici e cinghiali può rendere necessarie verifiche tempestive. L’obiettivo delle autorità è evitare ulteriori focolai e garantire l’applicazione delle disposizioni sanitarie previste per gli allevamenti e per le zone interessate.

Nessun rischio per l’uomo, attenzione agli allevamenti

La peste suina africana non è una zoonosi e non si trasmette all’uomo. Il virus colpisce esclusivamente i suini, sia selvatici sia domestici, e non comporta rischi per la salute dei cittadini. Resta però alta l’attenzione per le conseguenze sul comparto zootecnico, che può subire pesanti ripercussioni in caso di diffusione della malattia.

Il presidente della Regione Toscana, l’assessorato al diritto alla salute e l’assessorato all’agricoltura stanno seguendo l’evoluzione della situazione in collegamento costante con il commissario straordinario e con le autorità sanitarie nazionali e locali. Il caso di Comano rappresenta il primo episodio confermato in Toscana su un suino domestico e apre una fase di controlli mirati nell’area interessata.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.