Palagi (SPC): “Pronto soccorso in crisi strutturale, serve un’azione coordinata tra enti”
07/04/2026
La situazione dei pronto soccorso in Toscana torna al centro del dibattito politico con le dichiarazioni del consigliere Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune, che richiama l’attenzione su una crisi definita ormai strutturale. Un quadro che, secondo Palagi, trova conferma nei dati emersi durante la discussione del Piano Sanitario Integrato e nelle recenti analisi pubblicate a livello scientifico.
Al centro delle criticità vi è la sostenibilità del lavoro nei reparti di emergenza-urgenza. Secondo uno studio pubblicato sull’Emergency Care Journal (2026) e realizzato da SIMEU Toscana su un campione di 336 medici, il 72% degli operatori ha preso in considerazione l’ipotesi di lasciare il pronto soccorso.
Carichi di lavoro e carenze strutturali
I fattori che alimentano la crisi sono molteplici e riguardano aspetti organizzativi e contrattuali. Tra le principali cause emergono i carichi di lavoro eccessivi (65%), gli stipendi ritenuti inadeguati (61%) e l’elevato numero di accessi impropri (60%), che contribuiscono a congestionare i reparti.
Un ulteriore elemento critico è rappresentato dal fenomeno del boarding, ovvero la permanenza prolungata dei pazienti nei corridoi in attesa di un posto letto, segnalato nel 55% dei casi. Una condizione che evidenzia la difficoltà di coordinamento tra pronto soccorso e reparti ospedalieri.
Il ruolo della medicina territoriale
Secondo Palagi, il rilancio della medicina territoriale, e in particolare delle Case di Comunità, rappresenta una delle principali leve per ridurre la pressione sui pronto soccorso. In questa direzione si inserisce anche la disponibilità manifestata da parte del personale sanitario a operare in queste strutture per rafforzare i servizi di prossimità.
La proposta è quella di sviluppare un sistema integrato che consenta di intercettare i bisogni sanitari prima che si trasformino in accessi impropri all’emergenza, alleggerendo così il carico sugli ospedali.
Richieste di interventi concreti
Tra le priorità indicate figurano:
- investimenti strutturali nelle Case di Comunità, con personale stabile e multidisciplinare;
- interventi sulla carenza di personale, anche attraverso adeguamenti retributivi per i medici dell’emergenza;
- una programmazione integrata tra servizi ospedalieri e territorio, capace di ridurre gli accessi non urgenti.
Palagi sottolinea inoltre la necessità di un maggiore coinvolgimento degli enti locali, ritenuti fondamentali nella pianificazione e gestione dei servizi sanitari.
Il nodo delle risorse e del futuro del sistema sanitario
Nel dibattito emerge anche la questione delle risorse, in particolare rispetto alla sostenibilità delle strutture realizzate con fondi PNRR. Il timore espresso riguarda la possibilità che, in assenza di una programmazione adeguata, tali spazi possano essere gestiti in futuro da soggetti privati o del terzo settore.
Il quadro delineato dallo studio SIMEU appare particolarmente critico: oltre la metà dei medici intervistati scoraggia i giovani dall’intraprendere la carriera nel sistema pubblico, mentre solo una minoranza ritiene sostenibile il proprio lavoro nel medio periodo.
Un insieme di elementi che, secondo Palagi, richiede risposte rapide e coordinate, per evitare un progressivo indebolimento del sistema sanitario pubblico e garantire la continuità dei servizi.
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.