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OCSE: Italia in crescita, ma il riequilibrio dei conti resta una sfida complessa

11/04/2026

OCSE: Italia in crescita, ma il riequilibrio dei conti resta una sfida complessa

Negli ultimi dieci anni l’economia italiana ha mostrato segnali di rafforzamento, sostenuti in particolare dalla crescita dell’occupazione e da un progressivo aumento della produzione pro capite. È quanto emerge dal recente rapporto dell’OCSE, che analizza le basi della crescita e della competitività del Paese, evidenziando tuttavia criticità strutturali che rendono più complesso il percorso di risanamento dei conti pubblici.

Il miglioramento registrato segue una fase segnata dalle difficoltà economiche dei primi anni 2010. In questo arco temporale, il mercato del lavoro ha visto un ampliamento della partecipazione, con un maggiore coinvolgimento di donne e lavoratori senior e una disoccupazione scesa su livelli storicamente contenuti. A ciò si è accompagnata una ripresa degli investimenti, elemento che ha contribuito a sostenere la dinamica economica complessiva.

Pressioni future e sostenibilità dei conti pubblici

Il quadro delineato dall’OCSE mette però in evidenza come le prospettive future siano caratterizzate da fattori di pressione significativi. Nei prossimi anni, infatti, si prevede un aumento della spesa legata a difesa, pensioni e transizione climatica, a fronte di un fabbisogno ancora elevato di investimenti pubblici.

Questi elementi rendono più complesso il percorso di consolidamento fiscale, già condizionato da un livello di debito pubblico tra i più alti tra i Paesi membri dell’organizzazione. Il rapporto debito/PIL si attesta infatti intorno al 150% (137% secondo i parametri di Maastricht), incidendo sui costi di finanziamento e limitando i margini di intervento dello Stato.

Secondo l’analisi, negli ultimi anni alcune misure, come la diffusione di crediti d’imposta, hanno contribuito ad aggravare il quadro dei conti pubblici, pur in presenza di prospettive di graduale riduzione del rapporto debito/PIL nel medio termine.

Produttività, demografia e mercato del lavoro

Tra le principali criticità strutturali, l’OCSE segnala l’impatto dell’invecchiamento della popolazione e la persistente distanza dei tassi di partecipazione al lavoro di donne e giovani rispetto agli standard dei Paesi comparabili. Nonostante i progressi registrati, questi fattori continuano a rappresentare un limite alla crescita potenziale.

Un ulteriore elemento riguarda il mismatch di competenze, che incide sulla capacità del sistema produttivo di innovare e aumentare la produttività. In questo contesto, il rafforzamento degli investimenti privati, in particolare in ricerca e innovazione, viene indicato come leva fondamentale per sostenere una crescita più solida e duratura.

Le raccomandazioni dell’OCSE

Per affrontare le sfide evidenziate, l’organizzazione suggerisce una serie di interventi in linea con un quadro di bilancio di medio termine. Tra le principali indicazioni figurano la riduzione della spesa in rapporto al PIL e l’utilizzo delle entrate straordinarie per contenere il deficit.

Viene inoltre sottolineata la necessità di rafforzare la spending review, ampliandone portata e obiettivi, e di intervenire sul lato delle entrate attraverso un’estensione della base imponibile. In questo ambito, risultano centrali il contrasto all’evasione fiscale, la riduzione delle agevolazioni fiscali meno efficienti e il miglioramento dell’amministrazione tributaria, anche mediante un maggiore ricorso ai pagamenti digitali.

Il quadro complessivo restituisce l’immagine di un’economia che ha recuperato terreno, ma che si trova ora di fronte alla necessità di consolidare i risultati raggiunti attraverso riforme strutturali e una gestione attenta delle finanze pubbliche.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.