Garibaldi tra storia e intimità: a confronto il nuovo libro di Virman Cusenza
19/03/2026
C’è un Garibaldi che sfugge alle immagini più consolidate, lontano dalle celebrazioni ufficiali e dalle narrazioni scolastiche. È quello che emerge dalle pagine de “L’altro Garibaldi – I diari di Caprera”, il volume di Virman Cusenza presentato in un incontro che ha riunito voci autorevoli del panorama culturale italiano.
Accanto all’autore, hanno partecipato Franco Cardini e Roberto De Ponti, dando vita a un dialogo che ha intrecciato riflessione storica, analisi critica e suggestioni narrative.
Un Garibaldi lontano dall’icona
Il libro propone una rilettura della figura di Giuseppe Garibaldi partendo da una prospettiva meno convenzionale, quella dei suoi anni a Caprera. Qui, lontano dai campi di battaglia e dalla scena politica, emerge un uomo segnato da riflessioni personali, fragilità e tensioni interiori.
Cusenza costruisce un racconto che si muove tra documento e narrazione, restituendo un ritratto più complesso e sfaccettato. Il Garibaldi che prende forma non è soltanto il protagonista dell’Unità d’Italia, ma anche un individuo immerso nei propri dubbi, nelle relazioni e nel rapporto con il tempo che scorre.
Storia, memoria e identità
Nel corso della presentazione, il confronto con studiosi come Franco Cardini ha offerto spunti utili per collocare questa lettura all’interno del più ampio dibattito sul Risorgimento e sulla costruzione della memoria nazionale.
Rileggere figure come Garibaldi significa interrogarsi su come si forma l’identità collettiva e su quali elementi vengono messi in luce o, al contrario, lasciati in ombra. Il contributo di Roberto De Ponti ha arricchito il confronto con una prospettiva giornalistica, capace di collegare il racconto storico alla sensibilità contemporanea.
Una narrazione che avvicina la storia
L’interesse suscitato dal volume risiede anche nella sua capacità di avvicinare il lettore a una figura spesso percepita come distante. Attraverso i diari e le testimonianze, il racconto si fa più accessibile, senza rinunciare alla profondità dell’analisi.
In questo senso, l’opera si inserisce in una tendenza più ampia della divulgazione storica, che cerca nuove chiavi di lettura per rendere il passato comprensibile e significativo anche per il presente.
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