Firenze, in piazza delle Cure raccolta di libri per creare librerie sociali nelle strutture di accoglienza
30/03/2026
Un banco per raccogliere libri donati dalla cittadinanza, ma anche uno spazio capace di generare inclusione, partecipazione e nuove occasioni di autonomia per persone in condizione di fragilità. Va in questa direzione il progetto promosso dalla Fondazione Coordinamento Toscana Marginalità ETS e realizzato grazie al contributo di Fondazione CR Firenze, che l’amministrazione comunale ha fatto proprio con una delibera proposta dall’assessore al Welfare Nicola Paulesu.
L’iniziativa prevede la realizzazione, in piazza delle Cure, di un banco per la raccolta di donazioni di materiale librario. I volumi conferiti dai cittadini andranno poi a formare vere e proprie “librerie sociali” destinate alle strutture comunali di accoglienza per persone senza dimora. L’idea non si limita quindi alla semplice distribuzione di libri, ma punta a costruire all’interno dei centri spazi di condivisione, crescita culturale e partecipazione civica, pensati per favorire relazioni e occasioni di confronto tra gli ospiti.
Un progetto che unisce solidarietà, cultura e percorsi verso l’autonomia
Uno degli elementi più significativi del progetto riguarda il ruolo attivo che potranno avere le persone in situazione di marginalità. Al banco di raccolta, infatti, non saranno presenti soltanto volontari e operatori, ma anche soggetti fragili seguiti dai servizi sociali, coinvolti in un percorso di accompagnamento sociale orientato all’autonomia. La partecipazione alla raccolta dei libri diventa così parte di un cammino più ampio di emancipazione da condizioni di deprivazione socioeconomica.
Come ha sottolineato l’assessore Paulesu, dopo la sperimentazione avviata lo scorso anno il progetto nato in piazza delle Cure cambia impostazione e si apre in modo più netto alla comunità. Da una parte si rafforzano i percorsi individuali per chi vive situazioni di fragilità, dall’altra si chiama direttamente in causa il territorio, invitando i cittadini a contribuire con un gesto semplice ma concreto come la donazione di un libro. In questo intreccio tra sostegno sociale e partecipazione civica si colloca il valore più profondo dell’iniziativa.
Le librerie sociali come spazi vivi dentro le strutture di accoglienza
I libri raccolti non saranno quindi soltanto materiale da distribuire, ma il punto di partenza per creare ambienti stabili all’interno delle strutture comunali. Le librerie sociali vengono immaginate come luoghi capaci di offrire occasioni di scambio, lettura, confronto e crescita culturale, contribuendo a migliorare la qualità della vita quotidiana nei centri di accoglienza. In questo senso il progetto prova a dare forma a una risposta che tiene insieme bisogni materiali e dimensione relazionale, riconoscendo il valore della cultura anche nei contesti di maggiore vulnerabilità.
Il direttore generale di Fondazione CR Firenze, Gabriele Gori, ha richiamato proprio questa idea di comunità, spiegando che sostenere la raccolta dei libri significa investire in un progetto capace di trasformare un gesto semplice in un’opportunità concreta di dignità, relazione e autonomia. Secondo questa visione, le librerie sociali non saranno spazi statici, ma luoghi vivi, in grado di generare incontro e condivisione.
Un percorso di dodici mesi con il coinvolgimento della città
Il progetto avrà una durata complessiva di 12 mesi e affiancherà alla raccolta libraria anche azioni di sensibilizzazione rivolte alla comunità locale sui temi della marginalità e delle difficoltà vissute dalle persone senza dimora. È previsto inoltre un lavoro di divulgazione sulle attività promosse dalle organizzazioni che fanno parte della Fondazione Coordinamento Toscana Marginalità, così da rafforzare la conoscenza del sistema di interventi già attivo sul territorio.
Con la delibera approvata dalla Giunta, l’amministrazione comunale metterà anche a disposizione un fondo in via del Ponte alle Riffe, destinato al rimessaggio del materiale necessario per l’allestimento del banco e per la conservazione dei libri raccolti in piazza delle Cure. Anche questo aspetto logistico contribuisce a dare solidità a un’iniziativa che vuole radicarsi nel tempo e diventare un punto di contatto stabile tra città, servizi sociali e persone più fragili.
Il progetto racconta una modalità diversa di pensare l’inclusione: non come intervento separato dalla vita quotidiana della comunità, ma come processo costruito attraverso relazioni, responsabilità condivisa e occasioni concrete di partecipazione. In piazza delle Cure, il libro diventa così strumento di incontro e leva per un percorso più ampio di sostegno e autonomia.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to