Firenze, Ema verde-blu: “Serve un piano di drenaggio per Galluzzo e Via Volterrana”
02/04/2026
Il progetto “Ema verde-blu”, pensato per migliorare la resilienza urbana e contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici, apre un confronto sul futuro della rigenerazione nel territorio fiorentino. Al centro del dibattito, la necessità di affiancare agli interventi previsti una visione più ampia e strutturata, in grado di affrontare in modo sistemico il problema degli allagamenti.
Secondo quanto evidenziato da Cecilia Del Re e Roberto Visciola, il percorso avviato rappresenta un passo nella giusta direzione, ma necessita di un’estensione progettuale che vada oltre le singole aree di intervento.
Dalla riqualificazione locale a una strategia urbana integrata
Il progetto punta su soluzioni come la depavimentazione e l’introduzione di superfici permeabili, strumenti utili per ridurre le isole di calore e favorire l’assorbimento delle acque piovane. Tuttavia, secondo i proponenti, tali interventi rischiano di risultare insufficienti se non inseriti in una visione complessiva del territorio.
La proposta è quella di adottare un modello di “città spugna”, capace di trattenere e gestire l’acqua piovana in modo diffuso, intervenendo non solo su singoli parchi o aree verdi, ma su un sistema più ampio che coinvolga quartieri e infrastrutture.
Un approccio che richiede una pianificazione attenta, in grado di individuare le criticità ricorrenti e di intervenire sulle cause degli allagamenti, che tendono a ripresentarsi negli stessi punti del territorio.
Le criticità nel Quartiere 3 e le richieste di intervento
Particolare attenzione viene posta sulle zone del Galluzzo, di via Volterrana e di Ponte a Ema, dove negli ultimi anni si sono verificati episodi di allagamento significativi. Le segnalazioni dei residenti indicano situazioni ricorrenti, con flussi d’acqua che, in caso di piogge intense, si riversano lungo le strade senza adeguati sistemi di drenaggio.
Tra i punti critici segnalati figura anche l’area di parcheggio nei pressi del cimitero di Santa Lucia, in via del Podestà, dove la mancanza di adeguati sistemi di deflusso contribuisce a generare accumuli e scorrimenti improvvisi verso le zone sottostanti.
La richiesta è quella di estendere gli interventi di depavimentazione e rigenerazione urbana a un’area più ampia del Quartiere 3, includendo Galluzzo, Cascine del Riccio e Ponte a Ema, così da costruire un sistema capace di prevenire e gestire gli eventi meteorici in modo più efficace.
Verde urbano e scelte progettuali
Nel dibattito emerge anche il tema della gestione del verde pubblico, con osservazioni sulla coerenza delle scelte relative alle specie arboree. In particolare, viene evidenziata la presenza di nuove piantumazioni di pini lungo via Volterrana, a fronte di interventi di abbattimento della stessa tipologia in altre zone della città.
Un elemento che apre una riflessione più ampia sulla pianificazione del verde urbano, chiamata a coniugare esigenze ambientali, sicurezza e adattamento al contesto cittadino.
Il confronto sul progetto Ema verde-blu si inserisce così in una discussione più ampia sul futuro della città, tra esigenze di adattamento climatico, gestione del territorio e qualità della vita nei quartieri.
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.