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Energia e conflitto, Confesercenti: crescita rinviata, nel 2026 Pil e consumi frenano

13/04/2026

Energia e conflitto, Confesercenti: crescita rinviata, nel 2026 Pil e consumi frenano

Uno shock che si riflette rapidamente sull’economia reale, incidendo su crescita, investimenti e fiducia. Secondo le stime elaborate da Confesercenti-CER, la crisi energetica legata al conflitto con l’Iran rischia di spostare in avanti al 2027 la ripresa dell’economia italiana, con effetti già evidenti sulle previsioni per il 2026.

Anche in uno scenario di progressiva stabilizzazione, i tempi tecnici per il rientro dei prezzi energetici su livelli ordinari vengono stimati in almeno sette-otto mesi. Una finestra sufficiente a compromettere in modo significativo l’andamento dell’intero anno, riducendo le prospettive di crescita.

Impatto su Pil, consumi e investimenti

Nel giro di poche settimane, le attese sull’economia italiana per il 2026 risultano già ridimensionate. Il Prodotto interno lordo perderebbe circa 0,3 punti di crescita, pari a una contrazione stimata in 9,7 miliardi di euro rispetto allo scenario precedente al conflitto.

La dinamica dei consumi segue lo stesso andamento, con una riduzione di 3,9 miliardi di euro. Una parte dell’impatto viene assorbita dalle famiglie attraverso un minor risparmio, segnale di una pressione crescente sui bilanci domestici.

Ancora più marcata la frenata degli investimenti, stimata in 7,7 miliardi di euro in meno. L’aumento dei costi energetici e l’incertezza complessiva portano le imprese a rinviare decisioni strategiche, rallentando i piani di sviluppo e innovazione.

Turismo e fiducia sotto pressione

Tra i settori più esposti emerge il turismo, che registra già un ridimensionamento della spesa attesa per circa 3 miliardi di euro. Le previsioni indicano inoltre un rischio significativo sulle presenze straniere, con oltre 11 milioni di visitatori potenzialmente in meno nell’arco dell’anno.

Il clima di incertezza, legato in particolare all’andamento dei costi dei carburanti, incide sulla propensione a viaggiare e sulle scelte degli operatori, alimentando una domanda più prudente e meno prevedibile.

La richiesta di interventi strutturali

Il presidente di Confesercenti Nico Gronchi richiama l’attenzione sulla necessità di superare una gestione esclusivamente emergenziale. Le imprese, già messe alla prova negli ultimi anni, dimostrano capacità di adattamento, ma faticano a sostenere shock ripetuti senza un quadro di riferimento stabile.

Tra le priorità indicate, una politica energetica europea più coordinata e interventi tempestivi a livello nazionale. Le misure adottate finora, come il taglio delle accise e il decreto bollette, hanno contribuito a contenere l’impatto immediato, ma potrebbero non essere sufficienti nel medio periodo.

Il quadro delineato suggerisce una fase di rallentamento che richiede risposte rapide e strumenti strutturali, in grado di sostenere famiglie e imprese in un contesto economico ancora segnato da forti variabili esterne.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.