Draghi attacca la “cura Giorgio”: sicurezza sui tram sotto accusa
03/03/2026
Le parole scelte da Alessandro Draghi non cercano sfumature. Il consigliere di Fratelli d’Italia affida a una metafora tagliente la propria critica alla gestione della sicurezza sui mezzi pubblici cittadini: “La poltramvia dell’assessore Giorgio funziona come uno stabilimento balneare, d’inverno: mai!”. Una frase destinata a far discutere, pronunciata all’indomani della notizia di una violenza sessuale ai danni di un minorenne avvenuta, secondo quanto riferito, in ambito legato al trasporto pubblico.
L’episodio, definito dallo stesso Draghi “drammatico e sconcertante”, riaccende il confronto politico su un tema che tocca la quotidianità di migliaia di persone: la sicurezza a bordo dei tram e nelle aree limitrofe alle fermate. Il consigliere punta il dito contro quella che definisce, con tono polemico, la “tanto decantata sicurezza” garantita dall’assessore Giorgio, sostenendo che le misure attuali non sarebbero in grado di prevenire o scoraggiare episodi gravi.
La sicurezza sui mezzi pubblici al centro del dibattito
La questione non riguarda soltanto l’episodio specifico, che resta oggetto di indagine e richiede il massimo rispetto per la vittima e per il lavoro degli inquirenti, ma investe un impianto più ampio di politiche pubbliche. I mezzi di trasporto rappresentano uno spazio collettivo, attraversato ogni giorno da studenti, lavoratori, anziani; garantire condizioni di viaggio sicure significa tutelare un diritto elementare alla mobilità.
Draghi contesta l’efficacia della cosiddetta “poltramvia”, ovvero il sistema di controlli e presidi attivato dall’amministrazione per contrastare microcriminalità e comportamenti violenti. Secondo il consigliere, la presenza di personale e strumenti di prevenzione non sarebbe sufficiente a fungere da deterrente reale. L’immagine dello stabilimento balneare chiuso nella stagione fredda traduce in forma immediata l’accusa di inefficienza: un servizio che esiste sulla carta ma che, nella pratica, non incide.
L’assessore Giorgio, dal canto suo, ha più volte rivendicato l’impegno dell’amministrazione nel rafforzare la vigilanza, parlando di pattugliamenti mirati e coordinamento con le forze dell’ordine. Il nodo resta nella percezione dei cittadini, che spesso giudicano la sicurezza non tanto sulla base dei numeri ufficiali, quanto sull’esperienza diretta e sulla risonanza mediatica dei fatti di cronaca.
Taser e CPR: la proposta di Fratelli d’Italia
Nelle dichiarazioni diffuse alla stampa, Draghi indica una linea precisa: “La risposta di fronte a casi come questo sono Taser e Cpr”. Per il consigliere, solo strumenti di questo tipo rappresenterebbero un deterrente efficace “per uno straniero malintenzionato che si approfitta di un ragazzo inerme”. L’affermazione, oltre a introdurre il tema dell’uso di dispositivi a impulsi elettrici da parte della polizia municipale, solleva una questione delicata sul linguaggio politico e sul rischio di generalizzazioni.
Il Taser è già oggetto di sperimentazione in diversi contesti italiani, con sostenitori che ne sottolineano la funzione dissuasiva e critici che invitano alla prudenza per le possibili conseguenze sull’incolumità delle persone coinvolte. Il riferimento al CPR, il Centro di permanenza per il rimpatrio, inserisce la discussione nel perimetro più ampio delle politiche migratorie e della gestione degli stranieri irregolari.
La contrapposizione appare netta: da una parte chi ritiene necessario un inasprimento degli strumenti coercitivi, dall’altra chi privilegia un approccio fondato su prevenzione sociale, illuminazione delle aree a rischio, videosorveglianza e presenza costante di operatori formati. In mezzo, la richiesta di risposte concrete da parte di famiglie e studenti che utilizzano ogni giorno il trasporto pubblico e che chiedono, prima di tutto, di poter viaggiare senza timori.
Il caso sollevato da Draghi dimostra quanto il tema della sicurezza resti terreno di confronto serrato, capace di influenzare il dibattito politico cittadino ben oltre la singola vicenda di cronaca.